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Lecce-Lazio, l’appello di Zaccagni: “Stateci vicino, abbiamo bisogno di voi”

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LECCE – La pioggia bagna i portici bolognesi sono le 4 del mattino e la direzione è l’aeroporto Guglielmo Marconi, da lì il volo Ryanair mi porterà dritto a Brindisi.

Fuori piove, ma dentro al cuore c’è sempre la Lazio da difendere con grande onore. Atterraggio in anticipo, un pasticciotto e un cappuccino, parafrasando Enrico Lenni, e poi via in stazione per il regionale veloce che mi porta a Lecce, la mia ultima destinazione.

Un giro tra le vie di questa meravigliosa città barocca, tappa dall’antica osteria da Totu: orecchiette con cime di rape innaffiare da un Negramaro locale gradazione 12, come l’uomo in più che diamo a Sarri e ai ragazzi, ogni volta che li seguiamo. La partita è di una pochezza imbarazzante a livello tecnico, ma sugli spalti la nostra voce è quella di tanti maledetti laziali pronti a difendere questa idea di Lazio ancora una volta, contro tutto e tutti.

Il principale responsabile di tutto questo ha un nome e cognome: Claudio Lotito. Il saluto di Romagnoli, laziale nell’anima, è da brividi come l’abbraccio di Capitan Zaccagni che, arrivato sotto il settore ospiti, ci ha chiesto di non lasciarli soli, di dargli una mano, di non abbandonarli mai, sono rimasti solo loro e mister Sarri. Tranquillo capitano, saremo sempre al vostro fianco perché come dice Sarri, la Lazio da fuori non la puoi capire, è amore incondizionato. Ormai il re è nudo, bisogna restare uniti e remare tutti nella stessa direzione, per scacciare via questo regno di presunzione.

Di Federico Terenzi

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