Quel sapore amaro dopo la sconfitta con l’Atalanta: Krstovic ci ricorda che il calcio premia chi combatte con il cuore! #Lazio #Atalanta #SerieA #SpiritoBiancoceleste
Immaginate di essere lì, all’Olimpico, con il cuore che batte al ritmo dei nostri colori biancocelesti, solo per vederci crollare contro l’Atalanta in quella che era la 25a giornata di Serie A. Io, da tifoso della Lazio, ho sentito quel pugno allo stomaco quando i bergamaschi hanno portato a casa i tre punti, confermando quanto già temevamo: il loro spirito guerriero non si ferma davanti a nessuno. E mentre il pubblico ancora rumoreggia per le occasioni sprecate, ecco che Nikola Krstovic, l’attaccante avversario, ci regala parole che mi fanno riflettere e, sì, un po’ bruciare.
La partita si è giocata sotto i riflettori dello stadio Olimpico, con noi laziali che speravamo in una reazione dopo le ultime uscite altalenanti. Invece, l’Atalanta ha dominato, lasciando poco spazio ai nostri attacchi. È stato un match dove ogni contrasto perso si trasformava in un’opportunità per loro, e ora, ascoltando Krstovic nel post-partita su DAZN, capisco perché: lui e i suoi compagni avevano un obiettivo chiaro. Come ha detto con quel tono sicuro, «Il messaggio è arrivato con questi 3 punti», parole che riecheggiano come un campanello d’allarme per noi. Non è solo una frase, è la dimostrazione che, per vincere, serve fame e determinazione – qualcosa che, in certi momenti, sembra mancare alla nostra squadra.
Ma andiamo oltre: Krstovic non si è fermato lì. Ha parlato con la schiettezza di chi guarda già al futuro, dicendo «Volevamo i tre punti! Non mi interessa non aver segnato, penso già alla Champions». Ecco, da tifoso, questa mi fa sorridere amaramente. Perché, sì, applaudiamo il loro focus sulla Champions League, ma mi chiedo: e noi? Con Sarri in panchina, dove è finita quella grinta che ci ha fatto sognare in passato? Non sto criticando a caldo, solo riflettendo su come, talvolta, il calcio premi chi pensa al prossimo passo senza rimpianti. Magari è un invito per i nostri ragazzi a rialzare la testa.
Alla fine, partite come questa ci insegnano che il vero spirito biancoceleste non si spegne con una sconfitta. L’Atalanta ha meritato, ma noi laziali sappiamo che il campionato è lungo, e con un po’ più di quella “voglia di tre punti” di cui parla Krstovic, possiamo ancora dire la nostra. Forza Lazio, trasformiamo questa amarezza in motivazione per il futuro – perché il calcio, dopotutto, è fatto di rimonte e passione pura.



