Oggi la Lazio celebra un figlio prediletto: Sergej Milinkovic-Savic compie 31 anni e i biancocelesti non possono ignorare quel vuoto al centro del campo.
È passato del tempo da quando “il Sergente” dominava l’Olimpico con le sue folate irresistibili, eppure ogni compleanno come questo riaccende la nostalgia. La società ha postato un augurio sincero sui social, ricordando un’era di magie e gol che hanno fatto sognare Roma. Ma tra i tifosi, c’è chi si domanda: era davvero inevitabile perderlo?
Milinkovic-Savic, ora all’Al Hilal, ha lasciato un’impronta profonda nella storia biancoceleste. Ricordate quel suo controllo di palla, quel fiuto per il gol che sembrava un dono divino? “Sergej è stato più di un giocatore, è un simbolo per noi”, ha detto un dirigente laziale in un’intervista recente, parole che echeggiano nei cuori dei supporter.
Eppure, non possiamo evitare di discutere le scelte del passato. La sua partenza ha aperto ferite ancora aperte, con polemiche su strategie e mercato che dividono i tifosi. Qualcuno grida al tradimento, altri parlano di opportunità perse. È questa la Lazio che vogliamo?
Cosa ne pensate, voi eagle? Era lui l’uomo che poteva cambiare le sorti del club o è ora di guardare avanti? Dite la vostra e accendiamo il dibattito.


