Ultime News

La Lazio e il record di pareggi: il calciomercato di gennaio poteva cambiare la rotta

Un pareggio che pesa Il recente pareggio contro il Cagliari...

Pisacane parla di “bollettino di guerra”, ma la verità è che la Lazio fa ancora paura

Titolo: Pisacane parla di “bollettino di guerra”, ma la...

Rovella ko per infortunio: operazione in corso, stagione finita per lui e la Lazio

Che colpo per la Lazio: Rovella si infortuna e...

La Lazio e la sua sfortuna cronica: media di 6 indisponibili per partita

Oh no, un altro anno da incubo per la...
PUBBLICITA

Liverani punge Lotito: trattativa assurda, l’ambiente mi voleva ma lui no Mi ha fatto male

Il cuore biancoceleste di Liverani: un addio amaro che ancora brucia! #Lazio #Liverani #Calcio

Immaginate di essere un tifoso della Lazio come me, con il cuore che batte per quei colori, e di risentire le parole di un ex idolo come Fabio Liverani. L’ho sempre visto come uno di noi, un guerriero sul campo che ha dato tutto per la maglia. Ora, da allenatore della Ternana, si è seduto con i giornalisti de La Gazzetta dello Sport per rivangare quel momento che ci ha ferito tutti: il suo addio ai biancocelesti. È come se avessi riaperto un vecchio album di foto, pieno di emozioni contrastanti, e Liverani non le risparmia.

Partiamo dall’inizio, proprio come se fossimo sugli spalti a Formello. Liverani racconta che non voleva andarsene; aveva in mente di restare, di rinnovare e continuare a scrivere la storia con noi. Ma ecco che entra in scena quella trattativa che, per lui, è stata un colpo basso. Penso a quante volte abbiamo visto situazioni del genere nel calcio, dove le ambizioni dei giocatori si scontrano con le decisioni dall’alto, e stavolta fa male sentirlo da uno dei nostri. Come tifosi, ci sentivamo pronti a sostenerlo, e lui sapeva che l’ambiente era dalla sua parte – i compagni, i tifosi, l’aria di Roma che profuma di Lazio.

Ma non è bastato. Liverani non usa giri di parole e lancia quella frecciata che ci fa riflettere: “Con Lotito fu una trattativa assurda! L’ambiente mi voleva, lui no. Mi ha fatto male…”. Ecco, queste parole riecheggiano come un eco negli spogliatoi vuoti, e come un vero tifoso, mi chiedo come possa un singolo “no” spezzare un legame così forte. È ironico, no? Proprio quando pensavamo che la Lazio stesse costruendo qualcosa di solido, arriva un momento che ci lascia con l’amaro in bocca, ricordandoci quanto il calcio sia fatto di umani, con le loro fragilità e delusioni.

Riflettendoci, storie come questa ci insegnano che il vero spirito biancoceleste va oltre le vittorie e le sconfitte. Liverani è un simbolo di lealtà, e il suo racconto ci spinge a guardare avanti, magari con un filo di polemica nel cuore, chiedendoci se certe scelte abbiano davvero fatto bene alla nostra squadra. Alla fine, come tifosi, continuiamo a tifare per chi porta i nostri colori nel sangue, sperando che il futuro porti più gioie che addii del genere.