L’assenza di Fabiani a Torino: Un altro segnale che la Lazio è sempre in svantaggio contro il “sistema” del Nord?
Cari tifosi biancocelesti, quanta amarezza e rabbia ci coglie quando vediamo la nostra amata Lazio combattere in campo con il cuore e il sudore, ma sentirsi abbandonata anche dai suoi pilastri dirigenziali? L’assenza di Angelo Fabiani all’Allianz Stadium durante la sfida contro la Juventus non è solo una nota di cronaca, ma un simbolo di quella solitudine che percepiamo da anni, come se la nostra squadra fosse sempre costretta a remare contro correnti invisibili e ingiuste. È un colpo al cuore per noi che viviamo di questa passione, e che ci fa urlare: “Perché la Lazio deve sempre affrontare tutto da sola?”
I fatti, come sempre, parlano da soli. Nella trasferta torinese contro la Juventus, la Lazio ha dato battaglia sul campo con il consueto orgoglio, ma dietro le quinte qualcosa non quadrava. Il direttore sportivo Angelo Fabiani non era presente allo Stadium, mentre il presidente Claudio Lotito sì, come riportato dai media. Questa assenza ha inevitabilmente acceso le curiosità: si parla di un possibile incontro di Fabiani con l’entourage di un difensore, forse legato a future operazioni di mercato. Non è una novità, d’altronde, che il calciomercato non si fermi mai, nemmeno durante le partite decisive. Ma per noi tifosi, è un dettaglio che fa male, perché rafforza quella sensazione di discontinuità e di priorità non sempre allineate con le esigenze della squadra.
Ora, analizziamo questa situazione con lo sguardo critico e appassionato che meritano i colori biancocelesti. Da anni, i tifosi della Lazio avvertono una netta disparità nel trattamento riservato alla nostra società rispetto a quelle del Nord, come Juventus e Inter. Non è un’accusa, ma un’opinione diffusa: quando un dirigente di quelle squadre assente una partita, spesso viene visto come una mossa strategica, magari elogiata come visione lungimirante. Ma per noi, l’assenza di Fabiani suona come un’ennesima conferma che la Lazio debba fare miracoli con meno risorse e meno supporto. Pensate a Maurizio Sarri e ai nostri calciatori: loro sono lì, a combattere ogni minuto con dedizione assoluta, rappresentando l’anima di Roma e dei suoi tifosi. Eppure, sembra che la società non sempre risponda con la stessa intensità. Prendiamo Lotito, ad esempio; la sua presenza è un segnale positivo, ma non basta a fugare le perplessità su come la dirigenza gestisca le priorità. È un’analisi che emerge dai forum e dalle chiacchiere nei bar: molti di noi si chiedono se questa distrazione non sia un sintomo di un approccio più ampio, dove i giovani talenti del nostro settore giovanile – che pure producono campioni pronti a brillare – vengono troppo spesso trascurati in favore di operazioni esterne. Non è un’invenzione, ma una percezione reale: la Lazio ha un vivaio ricco di potenziale, eppure ci ritroviamo a dipendere da incontri con “entourage” lontani, invece di valorizzare i nostri ragazzi. È come se, nel grande “sistema” del calcio italiano, la Lazio fosse sempre quella che deve arrangiarsi, lottando non solo contro avversari forti, ma contro un contesto che pare ostile.
Questo senso di “Lazio contro il sistema” è un sentimento profondo, radicato nei cuori di noi tifosi. Non è solo sport, è una battaglia per l’equità, per il riconoscimento che meritiamo. Sarri e i nostri giocatori ne sono i simboli viventi, eroi che trasformano ogni sfida in una prova di resilienza. Ma quanto possiamo reggere senza un sostegno totale dalla società? È una domanda che ci brucia dentro, e che ci fa sentire uniti, pronti a difendere i nostri colori contro tutto e tutti.
Allora, cosa ne pensate, laziali? Questa assenza di Fabiani è solo un episodio isolato o un altro segnale di un pattern di svantaggi? Dite la vostra nei commenti, condividete le vostre opinioni: è il momento di far sentire la nostra voce, per la Lazio e per tutti noi che viviamo di questa passione. Forza Lazio!


