Le parole di Giorgio Venturin accendono i ricordi più gloriosi della Lazio, quelle notti europee e le sfide che hanno reso i biancocelesti leggendari.
L’ex centrocampista, che ha indossato con orgoglio la maglia della Lazio prima di passare al Torino, non si è risparmiato in una recente intervista a Il Cuoio. Parlando della sua avventura nella Capitale, Venturin ha ripercorso gli anni d’oro, quelli che ogni tifoso laziale custodisce nel cuore. “Mancini alla Lazio portò una mentalità vincente”, ha dichiarato con quel tono diretto che solo chi ha sudato sul campo conosce. E su Eriksson, ha aggiunto: “Era sempre lucido e ci guidava come un maestro infallibile”.
Ma andiamo al nocciolo: quelle dichiarazioni non sono solo nostalgia, sono una scossa per i tifosi. Mancini infuse grinta e ambizione, trasformando la Lazio in una macchina da guerra. Eriksson, con la sua lucidità, era il faro nelle tempeste. Oggi, mentre i biancocelesti si preparano alla sfida con il Torino, ci chiediamo se quella fame vincente sia ancora viva o se sia solo un eco del passato.
E Voi, laziali? Avete visto lo stesso fuoco negli occhi della squadra attuale? Venturin ha aperto il dibattito, ma spetta a noi tifosi alimentare la polemica: la Lazio merita di più, o stiamo perdendo quel Dna che ci rende unici? Dite la vostra, perché questa storia è tutt’altro che finita.


