A tre anni dalla scomparsa di Sinisa Mihajlovic, il cuore della Lazio batte ancora forte per lui. Quel guerriero serbo che ha indossato la nostra maglia con orgoglio continua a unirci, proprio come Robert Prosinecki ha confessato in una recente intervista.
Prosinecki, l’ex talento croato che sa cosa significa sudare su un campo da calcio, non ha nascosto le emozioni. Parlando ai microfoni di Diretta.it, ha dipinto Mihajlovic come un fratello: “Era molto affettuoso con amici e famiglia”, ha detto con quella sincerità che solo chi l’ha vissuto da vicino può trasmettere. Parole semplici, ma che pesano come macigni per noi laziali, ricordandoci quanto Sinisa fosse più di un giocatore.
Eppure, tra i tifosi biancocelesti, questa nostalgia si mescola a polemiche. Come è possibile che un’icona come lui non venga celebrata di più, ogni settimana, negli stadi o nei media? La Lazio ha una storia di eroi, da Maestrelli a oggi, ma il ricordo di Sinisa sembra a volte soffocato da discussioni su tattiche e risultati. Non è solo un nome, è un simbolo di passione pura, di quella grinta che ci fa urlare “Forza Lazio” con il pugno alzato.
Ma ecco la domanda che agita le piazze: Prosinecki ha ragione a enfatizzare l’affetto di Sinisa, o è il momento di chiedersi se la società biancoceleste stia facendo abbastanza per tenere viva quella fiamma? Voi che ne pensate, amici laziali? Raccontateci nei commenti, perché il dibattito è solo all’inizio.


