Il rapporto tra i tifosi della Lazio e Maurizio Sarri è una di quelle connessioni impossibili da poter spiegare a parole. Un amore platonico che manifesta tutta la grinta e la famosa “cazzimma” — come direbbero a Napoli — di un tecnico sempre criticato a sproposito.
D’altronde, uno Scudetto ed un Europa League non sono tanti trofei, ma bastano per essere continuamente sulla bocca di tutti. Abbiamo in mente quel Sarri di Napoli, capace di far innamorare mezza Italia — l’altra metà era bianconera — grazie al suo gioco spumeggiante ed a tratti irreale.
Poi l’esperienza alla Juventus prima e al Chelsea successivamente. Qui Mau impara che il noto “bel giuoco” non è tutto: serve vincere per essere ricordati. E allora ecco la rivoluzione: un gioco più ragionato ma sempre conservato i principi del “sarrismo“. Nella prima Lazio queste virtù si sono viste. Eccome se si sono notate.
Con Immobile, Luis Alberto e Milinkovic è facile, dicevano. E allora rieccolo. Dopo un anno e mezzo di stop, ritorna nella Capitale per un ultimo grande atto d’amore.
“Non sapevo avessimo il calciomercato bloccato. Rimango solo per amore della gente”
Queste le sue più profonde dichiarazioni. A noi piace pensare che in realtà conoscesse benissimo la situazione biancoceleste al momento della firma, e che abbia voluto venire nuovamente alla Lazio solamente per amore dei tifosi.
Contro il Milan è stata l’ennesima dimostrazione di un uomo capace e sensibile, oltre che un grande allenatore. Nulla gli vietava di andarsene, nessuno lo avrebbe biasimato. Eppure Mau è rimasto per ricevere tutto l’amore di un popolo in cerca di rivalsa. E quindi, se ne potranno dire di tutti i colori, ma non toccateci Mau.

