Polemica in casa Lazio: il big si ribella, ma l’addio è fissato a giugno

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La Lazio di Maurizio Sarri sta finalmente volando alta, con tre vittorie di fila che riaccendono i sogni dei biancocelesti. Ma a Bologna, tra i fuochi d’artificio, c’è un’ombra che non vuole sparire.

I nostri ragazzi hanno spazzato via il Bologna al Dall’Ara, confermando un trend che profuma di rinascita. Sarri ha ritrovato la sua squadra, quella capace di mordersi le caviglie e lottare per ogni pallone. Tre successi consecutivi: è come se la Lazio avesse rimesso le ali, tornando a essere la bestia che i tifosi adorano. Eppure, in mezzo a questa euforia, c’è un dettaglio che brucia come un fallo non fischiato.

Parliamo di lui, quel giocatore che dovrebbe essere il faro della squadra ma che, ultimamente, sembra spento come un riflettore al flop. “Non posso negarlo, stiamo crescendo, ma certi elementi devono dare di più se vogliamo ambire in alto”, ha ammesso Sarri in conferenza stampa, con quel suo tono schietto che sa di verità amara. E i tifosi lo sanno bene: se non si accende, tutto questo slancio rischia di spegnersi in un battito.

Certo, la Lazio gira, con Immobile e compagni che finalmente mordono l’avversario. Ma quell’ombra – chiamiamola per nome, è quel leader che non incide quando serve – sta alimentando le chiacchiere nei bar e sui social. Parte a giugno? Ecco, questa voce fa tremare le tribune, perché noi biancocelesti non ci accontentiamo di mezze vittorie.

E voi, amici laziali, cosa ne pensate? È ora di una scossa o continuiamo a spingere? Dite la vostra, che questo dibattito è solo all’inizio.