L’Olimpico mezzo vuoto è una coltellata al cuore dei veri laziali, e ora il presidente della Lega Serie A non ci gira intorno.
È tornato il solito ritornello nel calcio italiano: stadi che sembrano abbandonati, proprio mentre sogniamo EURO 2032 e strutture all’altezza. Durante un intervento a “La Politica nel Pallone” su Rai Parlamento, il numero uno della Lega, Simonelli, ha lanciato un appello diretto ai tifosi biancocelesti, quelli che vivono per quella maglia e quell’aquila sul petto.
“Speriamo che lo stadio Olimpico torni ad essere pieno”, ha detto senza troppi giri di parole, e in quelle righe si sente l’urgenza di una passione che sta scivolando via. Per noi laziali, questo non è solo un problema di biglietti venduti, è una questione di orgoglio, di quel fuoco che accende le notti romane e fa tremare gli avversari.
Ma andiamo al sodo: quante volte abbiamo visto l’Olimpico assomigliare più a un deserto che a una bolgia? Le partite della Lazio meritano curve piene di bandiere, non file di seggiolini vuoti che urlano indifferenza. Simonelli ha ragione a spingere per stadi moderni, ma qui si tratta di noi, dei nostri ritardi, delle tensioni con la società o di quei prezzi che tengono lontana la gente.
Eppure, è proprio questo il momento di reagire, biancocelesti. Non possiamo lasciare che il nostro fortino diventi un’ombra di ciò che era, con i rivali che ridono e i sogni europei che sfumano per colpa della nostra assenza. Simonelli ci sfida, e io dico: siete pronti a rispondere o preferite continuare a lamentarvi dal divano? Fatevi sentire, perché il dibattito è appena iniziato.


