La procura di Roma svela: esiste un piano criminale per portare via la Lazio a Lotito

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La contestazione contro Claudio Lotito potrebbe non essere soltanto frutto del malcontento spontaneo della tifoseria. Secondo quanto emerge da un’inchiesta della Procura di Roma, dietro alcune proteste si celerebbe una strategia più ampia, finalizzata a destabilizzare la società biancoceleste anche sul piano finanziario.

L’ipotesi dei magistrati è che soggetti terzi possano aver alimentato tensioni e campagne denigratorie con un obiettivo preciso: influenzare il valore del titolo della S.S. Lazio quotato a Piazza Affari e favorire una futura acquisizione del club a condizioni vantaggiose.

Indagine per manipolazione del mercato e stalking

Il procedimento, attualmente contro ignoti, ipotizza reati gravi: manipolazione del mercato e atti persecutori nei confronti dello stesso Lotito. Gli inquirenti hanno richiesto al Senato l’autorizzazione per acquisire i dati telefonici e telematici del presidente laziale, nel tentativo di risalire ai responsabili delle presunte pressioni.

A portare alla luce i dettagli dell’indagine è stato il senatore di Fratelli d’Italia Costanzo Della Porta, relatore presso la Giunta delle immunità parlamentari. Nella sua relazione, trasmessa in tempi insolitamente rapidi su richiesta della stessa Procura e dello stesso Lotito, emergono elementi che rafforzerebbero la pista di una “regia occulta”.

Il sospetto: destabilizzare la Lazio per acquisirla

Secondo quanto riportato nella relazione parlamentare, gli investigatori ritengono che le campagne diffamatorie e le voci su presunte trattative per la vendita del club possano essere state diffuse ad arte.

L’obiettivo sarebbe duplice:

  • indebolire la stabilità economica e azionaria della società
  • mettere sotto pressione personale il presidente, fino a costringerlo a cedere la proprietà

Se queste azioni fossero riconducibili a un disegno unitario, si configurerebbe un vero e proprio piano criminoso, con dinamiche assimilabili allo stalking.

Minacce, manifesti e tensioni politiche

Tra gli atti dell’indagine figurano anche manifesti comparsi il 25 febbraio scorso nella provincia di Roma, contenenti messaggi ostili nei confronti di Lotito. Secondo quanto ricostruito, tali iniziative avrebbero avuto anche una valenza politica, colpendo il senatore nella sua attività parlamentare legata a Forza Italia.

In quel periodo, gruppi di contestatori si erano presentati anche sotto la sede del partito con striscioni minacciosi, collegando la protesta sportiva a posizioni politiche, in particolare in relazione al referendum sulla giustizia.

Una vicenda ancora aperta

L’indagine è in corso e al momento non ci sono indagati. Tuttavia, la richiesta di accesso ai tabulati e la velocità con cui il caso è stato portato all’attenzione del Senato indicano la rilevanza attribuita dagli inquirenti alla vicenda.

Resta ora da capire se dietro la contestazione contro Lotito ci sia davvero qualcosa di più di una semplice protesta calcistica. Per la Procura, la risposta potrebbe avere implicazioni non solo sportive, ma anche economiche e giudiziarie.