Quando le Aquile cadono, la terra trema. E ieri, al Mirko Fersini di Formello, il boato della sconfitta è stato assordante. Un 3-0 senza appello per la Lazio Women, piegata da un Sassuolo che non ha fatto sconti.
La tensione era palpabile sin dai primi minuti. I tifosi biancocelesti, accorsi numerosi, si aspettavano un riscatto, una prova di forza che, purtroppo, non è arrivata. “È stato un passo indietro,” ha ammesso amareggiato Grassadonia. Detto da chi vive la Lazio ogni giorno, queste parole pesano come macigni.
La squadra sembrava aver trovato un equilibrio nelle ultime partite, ma ieri qualcosa si è inceppato. Non è bastato il supporto della Curva, né la spinta emotiva che solo Formello sa dare. Il Sassuolo è stato spietato, chirurgico nelle sue esecuzioni, e ha lasciato poca speranza alle ragazze in maglia biancoceleste.
E ora? La domanda sorge spontanea. Questa sconfitta segna davvero un punto di non ritorno, o è solo una tappa sul cammino di crescita? I tifosi sono divisi: alcuni chiedono cambiamenti radicali, altri invitano alla calma. Una cosa è certa, la Lazio non può permettersi di restare ferma.
Il dibattito è aperto. Cosa serve realmente a questa squadra per tornare grande? Vi ascoltiamo.


