Ci sono serate che raccontano più di mille parole. Quella vissuta da Edoardo Motta è una di queste: novanta minuti regolamentari, supplementari e infine i calci di rigore, un crescendo di emozioni che ha portato la Lazio dritta in finale di Coppa Italia. E al centro di tutto c'era lui, un ragazzo che sta dimostrando partita dopo partita di avere qualcosa che non si insegna.
Lazio, la partita di Motta: una montagna russa di emozioni
Sarebbe facile raccontare solo il finale glorioso. Ma la verità è che Motta ha faticato, e non poco. Nel primo tempo e per buona parte del secondo, il portiere biancoceleste è sembrato in evidente difficoltà: lanci lunghi completamente sbagliati, letture difensive imprecise e — il momento più pericoloso — un pallone sanguinosamente perso in area piccola che avrebbe potuto costare carissimo.
La pressione del match si vedeva, era palpabile, e nessuno avrebbe potuto rimproverarlo per questo. Solo un grande calciatore, con una grande mentalità, è in grado di resettare e di tornare protagonista dopo una serata del genere.
Eppure è qui che si misura la caratura di un campione: nella capacità di resettare, di non lasciarsi travolgere dagli errori e di ritrovare se stesso nel momento più delicato. Motta lo ha fatto. La
parata decisiva su Scamacca nel finale dei tempi regolamentari ha sancito il cambio di marcia psicologico. E poi i rigori:
quattro penalty parati con una sicurezza e una freddezza che hanno lasciato a bocca aperta anche i tifosi più scettici.
Non è questione di fortuna o di una serata magica capitata per caso. È la firma di un predestinato: uno che sa soffrire, sa sbagliare, sa rialzarsi. La Lazio ha trovato il suo portiere del futuro, e questa finale di Coppa Italia ne è la prima, definitiva conferma.
La FOTO che ha fatto commuovere i tifosi
Nonostante ciò, questa era la sua faccia al primo gol subito dall'Atalanta, poi giustamente annullato. Sconsolato, ancora nella fase di realizzazione di un errore madornale che poteva costare caro ai suoi. Tutta l'umanità di un ragazzo di 20 anni ritrovatosi a giocare la partita più importante della stagione della Lazio da appena arrivato a gennaio.