Renzo Ulivieri non ci gira attorno: il calcio italiano sta perdendo la sua anima, e le sue parole accendono i riflettori su ciò che più ci sta a cuore, la Lazio.
Il presidente dell’Aiac, in quella intervista a Radio Anch’Io Sport, ha sparato a zero su certe idee strampalate, come affidare la nazionale a un ct straniero. “Non mi convince l’ipotesi di un ct straniero! I giovani vanno valorizzati e serve questo per riportare il calcio italiano in alto”, ha tuonato con la schiettezza che ci piace. E per noi laziali, queste parole pesano come un gol all’ultimo minuto.
Pensateci: la Lazio, con tutti i suoi talenti in erba, meriterebbe un sistema che li lanci sul serio, non che li lasci marcire in panchina. Quante volte abbiamo visto promesse biancocelesti sprecate per colpa di scelte sbagliate? Ulivieri ha ragione, e fa male sentirlo, perché tocchiamo con mano le tensioni all’interno del nostro club.
Non è solo un discorso generale, amici: è roba che brucia per chi vive di aquile e di sogni. I tifosi della Lazio sanno bene quanto valga valorizzare i propri, come fece Inzaghi con quei ragazzi che ci hanno fatto volare. Ma ora, con le polemiche che girano, ci chiediamo: la società sta ascoltando?
E voi, che ne dite? È ora di spingere per un cambio di mentalità o stiamo solo perdendo tempo prezioso? Dite la vostra, perché il dibattito è appena iniziato.

