Lotito non vuole svendere il bralnd Lazio ma i biglietti contro il Pisa dicono altro

La Lazio ha come presidente un grande oratore, ma la verità spesso è contraria ai proclami del moralizzatore Claudio Lotito.

In base ai contesti cambiano i significati. Per tutta questa stagione e non solo, la Lazio non ha mai fatto iniziative di prezzo vincenti sui biglietti, se non quelle fallimentari di andare allo stadio in 4, oppure quelle di avere un misero sconto di appena 5 euro recandoti allo stadio in due, acquistando i costosi biglietti della tribuna Monte Mario.

Mai come quest'anno siamo di fronte a un presidente che dorme, non solo al Senato della Repubblica Italiana, ma anche nella tribuna autorità durante la finale di Sinner. Una brutta scena non soltanto per i tifosi della Lazio. In questi anni abbiamo sentito dire a più riprese che il prezzo dei biglietti non si doveva abbassare più di tanto per non svalutare il brand Lazio, ma essendo usciti poco fa i biglietti della gara contro il Pisa, ci viene da pensare che la Lazio sia con l'acqua alla gola e non sa più come fermare questa emorragia di tifo.

Ora si usa Pedro come scusa per cercare di far venire i tifosi allo stadio, mettendo dei biglietti a prezzi stracciati.

Una novità assoluta per la Lazio  che mai ha fatto questi prezzi così vantaggiosi. Anzi, nelle partite più importanti ha sempre alzato i prezzi, perché l'importante è fare cassa, non riempire lo stadio di tifosi. È anche su questo ci sarebbe da ridire, ma possiamo ritenerla comunque una scelta strategica.

La Monte Mario a 60 euro, la Tribuna Tevere laterale a 35 e così via. Che poi più che chiamarli "prezzi popolari" andrebbero chiamati "prezzi giusti".

La Lazio con la scusa di Pedro cerca di riempire, o almeno prova a riempire, uno stadio Olimpico che in questi mesi assomiglia più a un deserto che ha un impianto di calcio.

Una mossa, quella di abbassare il prezzo dei biglietti per la gara contro il Pisa in programma sabato sera, che secondo il nostro punto di vista può essere anche interpretata come scorretta.

Perché i tifosi non sono carne da macello che vanno spremuti fino all'osso e non vanno manipolati in base alle proprie convenienza.

I tifosi, sopratutto quelli della Curva Nord, sono l'anello di congiunzione fra la società e la squadra. Un elemento essenziale che manda avanti la Lazio. Guai a scambiarli per clienti a cui vanno proposte delle offerte per cercare di vendere un prodotto, fra l'altro anche abbastanza scadente.

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