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Lazio, la sfida dei terzini: troppi nomi e finanziamenti sotto pressione

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La nuova stagione della Lazio si apre con un problema evidente che rischia di complicare i piani della società. Il reparto terzini è sovraccarico: sei giocatori per due fasce, una scelta che ad oggi appare difficilmente sostenibile sia sotto il profilo tecnico sia economico.Da una parte ci sono Manuel Lazzari e Luca Pellegrini, elementi di esperienza e caratura importante, ma con stipendi che pesano considerevolmente sulle casse biancocelesti. Dall’altra, la società spinge sulla necessità di ringiovanire la squadra, affidandosi a profili più freschi e meno costosi.

In più, i giovani talenti come Romano Floriani per la fascia destra stanno guadagnando spazio nei progetti futuri.Il direttore sportivo Angelo Fabiani si trova così a dover prendere decisioni dolorose: la misura degli ingaggi richiede inevitabili cessioni, con Lazzari e Pellegrini al centro di un delicato scacchiere di mercato. La loro possibile uscita non è solo una questione finanziaria, ma anche un segnale chiaro sull’impatto che la Lazio vuole avere nel prossimo campionato, puntando su equilibrio e sostenibilità.La vicenda di Nuno Tavares, tentato dal Porto ma fermato dal veto della società lusitana, aggiunge un ulteriore nodo alla strategia di sfoltimento. Il club ha già dovuto salutare figure chiave come Romagnoli, Gila e Provedel, e ora la gestione del monte ingaggi diventa prioritaria per sbloccare risorse da investire.I tifosi osservano con attenzione, consapevoli che sacrificare giocatori di esperienza come Lazzari e Pellegrini può mettere alla prova la tenuta del reparto difensivo.

Resta aperto il dibattito sull’equilibrio tra la necessità di bilancio e la competitività della squadra, con la speranza che la Lazio sappia trovare la via giusta per tornare a competere senza compromettere le ambizioni.

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