La suggestione di un passaggio societario della Lazio a un fondo sovrano del Medio Oriente è tornata a infiammare le discussioni della tifoseria biancoceleste. L’occasione è stata la sfida di campionato Lazio-Monza, quando in Tribuna Autorità è comparsa una nutrita e sfarzosa delegazione della polizia del Qatar, accompagnata persino da operatori video personali. Una presenza che, complice la situazione di protesta nei confronti della gestione del presidente Claudio Lotito, ha immediatamente alimentato le voci di una trattativa sotterranea per la cessione del club all’emiro Al Thani (noto sostenitore laziale) o tramite la Qatar Investment Authority (QIA).
Lazio-Qatar, delegazione all’Olimpico: tra rumors di cessione e il piano Flaminio, ecco il vero motivo della visita
Ieri una delegazione proveniente dal Qatar ha assistito al match contro il Monza e visto dal vivo il volo dell'Aquila Flaminia
Andando oltre i rumors da spogliatoio, come spiegato da Agensocial, l’invito ufficiale agli ufficiali di Doha non è partito dal club di Formello, bensì dalle forze dell’ordine italiane. C’è un retroscena internazionale fondamentale che spiega questo asse istituzionale: Italia e Qatar hanno stretto un solido accordo bilaterale di cooperazione per la gestione della sicurezza legato ai grandi eventi sportivi, consolidatosi ulteriormente in vista dei recenti Giochi Olimpici invernali. La visita istituzionale all’Olimpico rientra, dunque, in questo programma di scambi e di “study visit” diplomatiche sulla gestione dell’ordine pubblico negli stadi italiani, slegato dalle dinamiche interne delle quote azionarie della Lazio.
Se dal lato sportivo non ci sono trattative, i punti di contatto reali tra l’ecosistema romano e il paese del Golfo si sviluppano sul fronte delle infrastrutture. Il fondo sovrano QIA, guidato appunto da Tamim bin Hamad Al-Thani, è infatti storicamente attivo nei piani di riqualificazione urbana della Capitale. In particolare, il fondo è partner strategico di Coima nel progetto di rigenerazione delle ex Caserme di via Guido Reni, situate proprio nel quartiere Flaminio. Questa vicinanza geografica si incrocia inevitabilmente con il dossier più caldo della dirigenza laziale: il piano per il restyling e il rilancio dello Stadio Flaminio, un’operazione complessa che necessita di enormi coperture finanziarie e su cui i colossi mediorientali restano inevitabilmente interessati.
Dal canto suo la Lazio, in quanto società quotata in Borsa, ha sempre mantenuto una linea di rigidissima smentita, ricordando come la diffusione di notizie infondate su una presunta vendita possa configurare il reato di aggiotaggio e manipolazione informativa. La posizione ufficiale del presidente Claudio Lotito resta identica: il club non è in vendita e non è stata presentata alcuna offerta formale. A blindare momentaneamente la posizione del patron biancoceleste c’è anche il verdetto del campo: la squadra guidata in panchina da Gennaro Gattuso sta vivendo un momento d’oro in campionato, occupando il primo posto nella classifica della Serie A. I risultati sportivi eccezionali (agli occhi esterni) stanno rafforzando la solidità del timone di Lotito, allontanando per il momento gli scossoni societari sperati dalla maggior parte del popolo laziale.
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