Fabiani a Radio Lazio Style: «Una tregua con i tifosi, voglio rivederli all’Olimpico»
Il direttore sportivo della Lazio, Angelo Fabiani, è intervenuto ai microfoni di Radio Lazio Style, lanciando un messaggio chiaro ai tifosi: una tregua, per tornare a riempire lo stadio.
Il Parma e il momento della squadra. Lo sguardo è già alla prossima sfida. «Contro il Parma sarà una partita difficilissima. Dalle vittorie e dalle sconfitte bisogna prendere gli spunti giusti», ha spiegato. Il successo di Torino resta un risultato di peso: «Andare a Torino e prendere tre punti non è da tutti i giorni», ma la squadra aveva già mostrato la sua forza in altre occasioni, come contro il Milan, nonostante il pareggio rocambolesco. «Tutta la squadra si muove bene», ha sottolineato Fabiani, convinto della crescita collettiva del gruppo.
Floriani e Belahyane. Parole di soddisfazione per Floriani: «Ci sta dando delle soddisfazioni, vederlo giocare con la sicurezza di un veterano è una grande gioia». Su Belahyane: «Lo conoscevamo. Sapevamo che nei 90 minuti porta a casa la prestazione, che non sarà mai da 8-9 ma neanche mai da 5». Con Gattuso, ha aggiunto, il giocatore sta trovando un grande equilibrio.
L’effetto Gattuso. Il tecnico è un pallino di vecchia data: «Con Gattuso c’è sempre stata la voglia di portarlo alla Lazio. L’intesa è stata immediata, a lui piacciono le sfide». Oltre all’aspetto tecnico e tattico, Fabiani evidenzia le idee molto chiare dell’allenatore: «I ragazzi stanno incarnando la sua grinta, forse vogliono uguagliarlo». Un dato sulla corsa: domenica la Lazio ha tenuto una media di 5 km/h superiore rispetto alla Juventus.
Clean sheet e scaramanzia. Quattro porte inviolate in sette partite, ma il direttore preferisce non soffermarsi: «Sono scaramantico, non mi piace parlare di questi numeri. Autocelebrarsi è la cosa peggiore per il proseguo del campionato».
Mandas. Sul portiere: «Secondo me è nato già cresciuto». Fabiani ammette un errore: «Ho sbagliato a mandarlo all’estero, anche sostenuto dal portiere stesso. Quando è tornato ha dovuto riprendere subito la sicurezza».
Il messaggio ai tifosi. Il passaggio più sentito riguarda l’Olimpico vuoto. «Lo stadio Olimpico mi pesa come un macigno, roba da non dormirci la notte». Da qui l’appello: «Come nelle guerre esistono le tregue, voglio lanciare un messaggio: prendiamoci una tregua, fermo restando le proprie idee. L’aspetto economico non c’entra nulla, ma mi piacerebbe vedere lo stadio pieno, con calciatori e tifosi uniti verso una vittoria».
Infine, un ringraziamento alla comunicazione biancoceleste per il lavoro svolto «in un clima di contestazione».
