Stadio Flaminio, la sfida della Lazio: trasformare un’opera storica in una casa moderna senza cancellarne l’identità
Il progetto della S.S. Lazio per il recupero dello Stadio Flaminio guarda avanti con fiducia. L’obiettivo è restituire vita a un impianto storico, trasformandolo nella futura casa biancoceleste e valorizzando, allo stesso tempo, un patrimonio architettonico importante per Roma.
Secondo quanto riportato dal Corriere della Sera, a Formello si lavora per individuare soluzioni compatibili con le richieste della Soprintendenza, in particolare per la conservazione della storica pensilina e per le altezze del nuovo impianto, che non dovrà nascondere l’Auditorium e il Palazzetto dello Sport.
La Conferenza dei servizi preliminare si è conclusa con un parere favorevole accompagnato da prescrizioni. Il sindaco Roberto Gualtieri ha inoltre auspicato il riconoscimento dell’interesse pubblico entro la fine del 2026, passaggio ancora da formalizzare.
A sostenere le ambizioni del progetto c’è anche il profilo internazionale di Archea Associati, lo studio fondato dall’architetto Marco Casamonti. Un’esperienza maturata attraverso opere di grande rilievo, dalla progettazione dell’Air Albania Stadium di Tirana alla Cantina Antinori nel Chianti Classico, fino al Viola Park della Fiorentina.
Il portfolio dello studio comprende inoltre la Alban Tower in Albania, il suggestivo Kiss Bridge in Vietnam, la Liling World Ceramic Art City in Cina, ECEPDI a Shanghai, Hope Square a Taipei e Piazza Italia a Rio de Janeiro.
Esperienze differenti, che testimoniano una significativa dimensione internazionale e costituiscono un elemento di fiducia nell’affrontare una sfida progettuale complessa. La competenza architettonica, da sola, non garantisce il superamento delle prescrizioni, ma può contribuire alla ricerca di soluzioni capaci di conciliare tutela storica, funzionalità e innovazione.
Il Flaminio non è soltanto uno stadio da recuperare: è un’opportunità per la Lazio e per Roma. Per il club significherebbe avvicinarsi a una casa moderna e riconoscibile; per la città, restituire valore a un’opera storica attraverso un progetto capace di rispettarne l’identità.
La vera sfida sarà proprio questa: dimostrare che conservare la memoria architettonica e costruire il futuro biancoceleste possono diventare parte della stessa visione.
