LAZIO, 13 PUNTI CON 8 GOL: A FARLI VALERE È LA DIFESA
La squadra di Gattuso ha segnato meno di Roma e Inter, ma ha subito appena tre reti. E dentro quegli otto gol c’è già una fotografia interessante: cinque sono arrivati nella ripresa e tre hanno portato la firma di Frattesi.
Otto gol segnati, tre subiti, quattro vittorie, un pareggio e nessuna sconfitta.
La Lazio è arrivata a 13 punti dopo cinque giornate con un dato offensivo decisamente più basso rispetto alle altre squadre appaiate in classifica: Roma e Inter hanno segnato rispettivamente 14 e 15 reti.
Eppure sono tutte a quota 13.
La differenza, per la Lazio, sta soprattutto dall’altra parte del campo: tre gol subiti in cinque partite.
La difesa prima di tutto
In tre partite la porta è rimasta inviolata. Nelle altre due la Lazio ha incassato al massimo una rete.
Non è un dettaglio.
Bologna è finita 0-1, Genoa-Lazio 0-1, Udinese-Lazio 1-2 e Venezia-Lazio 0-2. L’unica partita nella quale i biancocelesti hanno subito più di un gol è stata quella contro il Milan, terminata 2-2.
In altre parole, in quattro delle cinque giornate la Lazio ha concesso al massimo una rete.
E quando succede, anche un solo gol può diventare pesantissimo.
Otto gol, ma non tutti uguali
Gli otto gol raccontano poi un’altra storia.
La Lazio ha segnato tre volte nel primo tempo e cinque nella ripresa.
Frattesi ha aperto il campionato al 59′ contro il Bologna, ha segnato al 25′ contro il Genoa e ha firmato al 75′ il momentaneo 1-1 a Udine. Proprio in Friuli, all’88’, Gudmundsson ha completato la rimonta.
Contro il Milan sono arrivati Cancellieri al 10′ e Noslin al 39′. A Venezia, infine, Zaccagni al 51′ su rigore e ancora Noslin al 60′.
C’è quindi un particolare che merita attenzione: cinque degli otto gol sono arrivati dopo l’intervallo.
Non è ancora una tendenza sulla quale costruire una certezza, ma è un dato che descrive una squadra capace di cambiare qualcosa durante la partita.
Poche occasioni? Non esattamente
Anche qui i numeri invitano a evitare conclusioni troppo facili.
Secondo la Lega Serie A, la Lazio ha prodotto 64 tiri, 19 nello specchio e 48 occasioni da gol.
Sono circa 13 tiri a partita.
Non è una squadra che non arriva alla conclusione. Piuttosto, in questo primo segmento di campionato, non sta trasformando un grande volume di tiri in una grande quantità di gol.
Per questo sarebbe prematuro parlare di attacco “sterile”: il dato degli xG potrebbe aiutare a capire quanto gli otto gol siano in linea con la qualità delle occasioni create, ma senza un valore verificato è meglio non inserirlo.
Il caso Bologna dice molto
La prima giornata offre forse l’esempio più interessante.
Al Dall’Ara la Lazio ha avuto appena il 41% di possesso, contro il 59% del Bologna. I padroni di casa hanno concluso 14 volte contro le 10 dei biancocelesti e hanno avuto più tiri nello specchio: 5 contro 3.
Eppure ha vinto la Lazio.
Il gol di Frattesi al 59′ è bastato per portare a casa tre punti.
Non significa che il possesso conti poco o che la Lazio debba giocare sempre così. Significa qualcosa di più semplice: il controllo statistico di una partita e il controllo del risultato non sono necessariamente la stessa cosa.
E c’è già una piccola gerarchia dei marcatori
Gli otto gol sono stati distribuiti tra cinque giocatori: Frattesi 3, Noslin 2, Gudmundsson 1, Cancellieri 1 e Zaccagni 1.
Il dato più significativo è quello di Frattesi.
Tre gol nelle prime tre giornate, uno per partita. A Bologna è stato quello decisivo per l’1-0; contro il Genoa ha firmato l’1-0; a Udine ha rimesso la Lazio in partita prima della rete di Gudmundsson.
Poi Noslin ha segnato due volte, Cancellieri e Zaccagni una.
Non c’è quindi ancora un unico finalizzatore dominante: le reti sono distribuite, ma alcune hanno avuto un peso enorme sul risultato.
La vera domanda arriva adesso
Cinque giornate sono poche per capire se questi numeri rappresentino una caratteristica stabile o semplicemente il primo capitolo della stagione.
Il calendario metterà la Lazio davanti a partite nelle quali potrebbe essere necessario segnare di più.
Ed è proprio questo il punto interessante.
Per ora Gattuso ha costruito una squadra che non ha avuto bisogno di produrre valanghe di gol per arrivare a 13 punti.
Ha segnato otto volte.
Ma ha concesso soltanto tre reti.
E, soprattutto, ha trasformato quasi ogni gol in qualcosa di pesante per la classifica.
Non è ancora una sentenza sul campionato.
È però una fotografia molto precisa delle prime cinque giornate:
la Lazio non sta vincendo perché segna più degli altri. Sta vincendo perché, finora, riesce a far pesare i suoi gol e a rendere rarissimi quelli degli avversari.
