FLAMINIO, IL FUTURO STADIO DELLE AQUILE PRENDE FORMA: GUALTIERI ACCENDE LA SPERANZA
Il sindaco di Roma fa il punto sull’iter del progetto della Lazio e lancia un messaggio chiaro: «Non siamo così indietro». La Conferenza dei Servizi preliminare si è chiusa positivamente, le prescrizioni sono considerate superabili e l’obiettivo del Campidoglio è arrivare al voto sul pubblico interesse entro la fine dell’anno.
Il futuro del Flaminio torna ad accendersi. E questa volta a dare nuova fiducia alla prospettiva di trasformare lo storico impianto di viale Tiziano nella futura casa della Lazio è il sindaco di Roma Roberto Gualtieri.
Intervenuto ai microfoni di @RadioRadioWeb, Gualtieri ha fatto il punto sull’iter del progetto biancoceleste, lasciando emergere un quadro decisamente più incoraggiante rispetto all’idea di una pratica ferma o lontana dalla sua conclusione.
«Se tutto va bene, non è che siamo così indietro. La Società Lazio ha presentato un progetto», ha spiegato il sindaco.
Parole che rappresentano il punto di partenza della nuova fase del percorso. Il progetto c’è, è stato sottoposto alle valutazioni degli enti competenti e ha già superato un passaggio tecnico particolarmente importante.
IL VINCOLO E IL PASSAGGIO FONDAMENTALE DELLA SOPRINTENDENZA
Il Flaminio, infatti, non è un impianto qualsiasi. È un’opera progettata da Pier Luigi Nervi e sottoposta a tutela statale. Proprio questa caratteristica ha imposto un percorso differente e ha reso necessario acquisire preventivamente le valutazioni della Soprintendenza prima di arrivare alla dichiarazione di pubblico interesse.
Gualtieri ha spiegato che l’amministrazione doveva innanzitutto verificare se il progetto della Lazio potesse superare il vaglio della Soprintendenza.
Da qui la scelta di procedere con la Conferenza dei Servizi preliminare, passaggio che si è concluso positivamente, pur con alcune prescrizioni.
Ed è proprio su questo punto che arrivano le parole più significative del sindaco.
Le prescrizioni, ha spiegato Gualtieri, sono «superabili».
«Sono questioni che hanno la loro concretezza, ma non sono insuperabili», ha sottolineato.
Il progetto, dunque, dovrà essere adattato alle richieste degli organismi di tutela, ma secondo il sindaco non ci troviamo davanti a condizioni tali da impedire la prosecuzione dell’iter. La Lazio sta lavorando sugli adeguamenti richiesti, in vista del successivo confronto con la Soprintendenza.
ORA L’OBIETTIVO È IL PUBBLICO INTERESSE
Superata questa fase, il prossimo grande appuntamento sarà il riconoscimento del pubblico interesse.
Gualtieri ha indicato un obiettivo temporale preciso: arrivare entro la fine dell’anno al voto dell’Assemblea Capitolina.
Si tratta di un passaggio fondamentale perché, una volta completata questa fase, il progetto potrà entrare nel successivo livello dell’iter, quello della progettazione completa e della Conferenza dei Servizi decisoria.
Non è quindi ancora il via libera definitivo. Ma il percorso, dopo la Conferenza preliminare, appare indirizzato verso una nuova fase.
E c’è un altro elemento che Gualtieri ha voluto sottolineare.
«PUÒ CONCLUDERSI ANCHE CON UNA CERTA RAPIDITÀ»
È probabilmente questa la frase destinata a suscitare maggiore attenzione tra i tifosi della Lazio.
«Ed essendo anche partiti dopo (rispetto allo stadio della asroma, ndr), stiamo facendo una procedura che tutto sommato può andare avanti e concludersi anche con una certa rapidità».
Un concetto che il sindaco ha poi rafforzato parlando direttamente ai sostenitori biancocelesti: «C’è una prospettiva molto concreta che si possa arrivare a un via libera finale, come quello della Roma, in tempi non biblici».
È una prospettiva, non ancora una certezza. Ma è una prospettiva che arriva dopo un passaggio tecnico positivo e mentre la società sta lavorando agli adeguamenti richiesti.
IL FLAMINIO VERSO UNA NUOVA VITA
Il sogno della Lazio, quindi, continua a muoversi.
L’obiettivo è trasformare uno degli impianti più iconici di Roma in una moderna casa biancoceleste, conciliando le esigenze di un grande stadio con la tutela dell’opera di Nervi.
La stessa Lazio, all’avvio della Conferenza dei Servizi, aveva definito il progetto una sfida che va oltre la dimensione sportiva, parlando di rigenerazione urbana, valorizzazione architettonica, sostenibilità e innovazione infrastrutturale.
Per i tifosi, però, il significato è ancora più profondo.
Il Flaminio potrebbe diventare la casa delle Aquile.
Uno stadio nel cuore di Roma, legato alla storia della città e destinato, nelle intenzioni del progetto, a tornare protagonista dopo anni di inutilizzo.
La strada resta ancora da percorrere e saranno necessari ulteriori passaggi tecnici, amministrativi e politici. Ma le parole pronunciate da Gualtieri consegnano un messaggio preciso: il progetto non è fermo, le prescrizioni non vengono considerate insuperabili e l’amministrazione punta al pubblico interesse entro la fine dell’anno.
Il sogno, dunque, non è ancora realtà.
Ma il futuro Stadio delle Aquile è sempre più una prospettiva concreta.
