Continuano ad essere pubblicati spezzoni delle dichiarazioni di Claudio Lotito rilasciate agli investigatori della Procura di Roma. Il presidente della Lazio racconta il suo ingresso in politica grazie alla chiamata di Silvio Berlusconi, i rapporti di conoscenza con Luigi Bisignani e l’amicizia di lunga data con Antonio Angelucci. Di seguito il discorso testuale rilasciato agli atti dell’inchiesta per aggiotaggio sulla presunta diffusione di fake news riguardanti la cessione della società biancoceleste:
“Sono una persona che dà fastidio perché sono una persona libera nei modi di pensare e di agire nel rispetto assoluto delle norme. Quindi divento una persona ingombrante perché faccio le battaglie di legalità, perché faccio battaglie per la gente. Il partito per il quale ho aderito, Forza Italia, l’ho scelto per Berlusconi, col quale avevo un rapporto personalissimo di amicizia fraterna, mi disse all’epoca di dargli una mano. E io mi son messo a disposizione. Sono stato catapultato in Molise, non sapevo neanche dove stesse, le dico la verità, e per questa Regione ho fatto tremila cose. Se conosco Bisignani? Si, ma non lo frequento. Ho fatto peggio di una smentita ufficiale sui suoi articoli. Siccome il giornale ha iniziato a scrivere… guardi, io conosco molto bene l’editore (Antonio Angelucci, ndr), lo conosco da bambino. L’ho chiamato e gli ho detto ‘Scusa, ho visto che è iniziata una campagna contro di me’. Lui non sapeva niente, stava a Taormina. E rispose ‘Questo è vergognoso adesso prendo il direttore Capezzone, non si deve permettere, sei un amico di famiglia’. Amico di famiglia da quarant’anni, oh…”.
