Nello sport si può vincere e si può perdere, si può tifare e si può contestare, ma arrivare ad offendere e augurare il male assolutamente no! Flavio Cobolli, tennista romano e noto idolo della tifoseria della Roma, è finito al centro di una tempesta social inaccettabile. Il giocatore, cresciuto nelle giovanili giallorosse e noto per non aver mai nascosto la sua fede — condita spesso da sani sfottò verso la Lazio —, è stato preso d’assalto dagli hater dopo la sconfitta nel torneo di Shanghai.

Sui profili dell’atleta e dei componenti della sua famiglia sono piovuti pesantissimi insulti, minacce di morte e agghiaccianti auguri di contrarre un cancro da parte di haters e soliti leoni da tastiera. Una deriva violenta denunciata pubblicamente dal padre Stefano. Attraverso i nostri canali ci teniamo a ribadire la nostra lotta al cyberbullismo non ha nulla a che vedere con il tifo o lo sport. Davanti a tanta cattiveria gratuita, il mondo dello sport e la nostra redazione condannano fermamente l’accaduto.