Un avvio travolgente, il primato in classifica in coabitazione con l’Inter a quota 16 punti nelle prime sei gare e un entusiasmo che ha spazzato via le perplessità estive. La Lazio di Gennaro Gattuso corre, lotta e non intende fermarsi. Ma all’orizzonte della sfida dell’Allianz Stadium contro la Juventus, il popolo biancoceleste guarda i numeri con gioia, pur conservando un velato senso di déjà-vu: è l’inizio di una nuova era o il rischio è quello di rivivere un film già visto?

Il precedente Baroni: partenza sprint e la progressiva disgregazione

Il paragone con la gestione di Marco Baroni sorge spontaneo ed è ciò che frena i facili entusiasmi. Anche la Lazio di Baroni fu capace di approcciare il campionato a ritmi altissimi, imponendo un’identità precisa e aggressiva: blocco corto, riconquista feroce della palla e verticalizzazioni immediate verso gli attaccanti per sopperire con la tenuta atletica ad alcune lacune di qualità della rosa.

Quel meccanismo, tuttavia, finì per incepparsi. Con il passare dei mesi la squadra ha finito per disgregarsi progressivamente, incapace di reggere l’impatto di ritmi così asfissianti quando le energie fisiche e mentali hanno iniziato fisiologicamente a scarseggiare.

«La differenza sostanziale non sta nelle idee di gioco, ma nella capacità di rifiatare: la Lazio di Baroni ha pagato un prezzo salatissimo all’usura dell’Europa.»

L’Europa come spartiacque: perché questa volta la storia può cambiare

A fare da discriminante tra la parabola di Baroni e l’avventura di Gattuso c’è però una variabile sostanziale: il calendario. La Lazio di Baroni vide sgretolarsi le proprie certezze anche a causa del logorante impegno europeo, che impediva di lavorare sul campo per più di qualche giorno di fila e costringeva a ritmi di turnover e usura insostenibili.

Gattuso, al contrario, può beneficiare della settimana tipo. Senza le coppe di mezzo, “Ringhio” ha il tempo necessario per gestire i carichi di lavoro, dosare le forze della rosa, prevenire i cali atletici e preparare ogni singola partita nei minimi dettagli tattici.

Rinascita o illusione?

Definire questo avvio come l’inizio della definitiva rinascita richiede prudenza, ma le premesse per spezzare il cerchio ci sono tutte. Se Gattuso riuscirà a gestire la tenuta del gruppo evitando che l’aggressività della manovra porti a un consumo precoce delle energie, l’assenza degli impegni infrasettimanali si rivelerà la chiave decisiva per garantire continuità fino a fine stagione.