La vigilia di Lazio Parma porta con sé il solito, lacerante nodo al fazzoletto per la tifoseria laziale. In vista del match di sabato sera all’Olimpico, l’aria che si respira attorno al mondo biancoceleste è intrisa di un’ambivalenza dolorosa. Da un lato c’è l’amore viscerale per la maglia, quello dimostrato con i cortei da Formello fino allo stadio e con i settori ospiti costantemente esauriti in trasferta; dall’altro c’è il pugno di ferro di una contestazione societaria che non accenna a placarsi.
Boicottaggio o presenza? Il bivio del popolo laziale
Continuare a lasciare gli spalti casalinghi vuoti per lanciare un segnale forte e inequivocabile alla presidenza, oppure tornare a ruggire dentro le mura amiche per spingere la squadra di Gattuso verso obiettivi importanti? La linea dura: chi sostiene lo sciopero ritiene che l’Olimpico deserto sia l’unico strumento efficace per manifestare il dissenso profondo contro la gestione club. Il richiamo del cuore: Chi spinge per il rientro crede che l’impegno dei ragazzi in campo meriti la cornice dei propri sostenitori.
La spaccatura è reale, ma il sentimento resta unico: la Lazio viene prima di tutto. La palla passa ora al popolo laziale: spalti vuoti per principio o bolgia per amore?
