Complice l’infortunio di Adam Marusic, sono bastate poche settimane a Romano Floriani Mussolini per conquistare la corsia destra della Lazio. Il tecnico Gennaro Gattuso è soddisfatto dell’inizio di stagione del giovane terzino e anche col rientro dall’infortunio del montenegrino l’ex Cremone potrebbe garantirsi la maglia da titolare contro il Monza. La società biancoceleste dunque è corsa ai ripari per blindare un giovane così promettente rinnovando il contratto in scadenza ed evitando possibili movimenti di calciomercato.
I dettagli del rinnovo di Floriani Mussolini con la Lazio
La priorità assoluta a Formello è ora il rinnovo del contratto. Attualmente il calciatore classe 2003 percepisce l’ingaggio più basso dell’intera prima squadra, stimato tra i 100 e i 130 mila euro all’anno. I contatti tra il club biancoceleste e l’entourage del giocatore si sono intensificati nelle ultime ore e sono in fase avanzatissima: sul piatto c’è un accordo quinquennale, con l’obiettivo di chiudere e firmare l’intesa definitiva entro i prossimi giorni.
Le cifre del nuovo contratto rispecchiano lo status che il calciatore si è guadagnato sul campo. Lo stipendio base verrà triplicato, andando a sfiorare i 500.000 euro a stagione a salire per i prossimi cinque anni, a cui si aggiungeranno diversi bonus legati alle presenze e agli obiettivi di squadra. Una mossa strategica che blinda la corsia destra del futuro e spegne sul nascere le voci di mercato, confermando Floriani Mussolini al centro del progetto laziale.
Nelle ultime ore, infatti, alcune testate giornalistiche avevano affiancato il nome di Dodo ai capitolini. Il terzino brasiliano è un fuori rosa della Fiorentina ed è anche in scadenza di contratto: molti club si muoveranno per averlo già a gennaio spendendo una cifra irrisoria, oppure cercheranno un’intesa per poi acquistare a parametro zero durante la prossima sessione estiva. La Lazio monitora la situazione, ma al momento deve fare i conti anche con Manuel Lazzari, finito ai margini del progetto dopo l’exploit di Floriani Mussolini.
