Due protagonisti di Lazio e Roma che cenano insieme allo stesso tavolo. Una scena impossibile da immaginare, ma che potrebbe succedere davvero ora che sulle due panchine siedono Gennaro Gattuso e Gian Piero Gasperini. Dal palco del Festival dello Sport di Trento, infatti, i due tecnici per un attimo hanno spezzato la storica rivalità tra i due club e si sono lasciati andare ad un simpatico siparietto. A lanciare la provocazione, tramite un videomessaggio a sorpresa proiettato in sala, è stato proprio il tecnico giallorosso: “mi farebbe piacere invitarti a cena una sera, ovviamente non la settimana del derby eh! Spero di vederti presto”. Una battuta che avrebbe potuto irrigidire chiunque viva l’ambiente di Formello, ma non “Ringhio”.
La risposta dell’allenatore della Lazio è stata immediata, spiazzante e priva di qualsiasi filtro diplomatico: “Andare a cena con lui sarebbe un onore. Gasperini, oltre a essere il grande allenatore che conosciamo, c’è sempre stato nei miei momenti difficili. Mi chiamò persino ai tempi del Milan per dirmi di tenere duro. Ci somigliamo, siamo due caratteri forti”. Vedere i condottieri di Lazio e Roma darsi appuntamento a tavola, davanti a un piatto di spaghetti, è un’immagine che fino a qualche tempo fa sarebbe sembrata pura utopia, quasi un tradimento agli occhi delle frange più calde delle due tifoserie. Eppure, questa stretta di mano a distanza racconta un calcio diverso.
Gattuso non ha mai nascosto la sua ammirazione tattica per il collega, inserendolo nella ristrettissima cerchia dei rivoluzionari del nostro calcio (“Dopo Sacchi c’è lui, ha cambiato questo sport”). Il patto è siglato, con l’unica saggia clausola di evitare i sette giorni che precedono la stracittadina. Roma si interroga, i tifosi sui social già si dividono tra romantici e puristi della rivalità, ma una cosa è certa: la Capitale non ha mai visto due allenatori così distanti sui colori, ma così incredibilmente vicini nella stima reciproca. Neanche quanto a sedere sulle due panchine c’erano due big come Maurizio Sarri e Josè Mourinho.
