Tra il mister Gennaro Gattuso e la leggenda Tommaso Maestrelli ci sono alcune similitudini. Parola del figlio del ‘Maestro’. Massimo Maestrelli, appunto figlio dell’ex allenatore della Lazio campione d’Italia, tramite le pagine della Gazzetta dello Sport analizza l’andamento dei biancocelesti, trovando anche dei paragoni con la squadra del papà. E’ facile l’accostamento per motivi di classifica, ma dietro ci sono in realtà dettagli molto più profondi e calcisticamente romantici. In primis c’è la questione carattere: “Rino, come babbo, dedica al rapporto con ciascuno dei giocatori. È una premura che richiede tempo e pazienza, ma crea un legame unico e indissolubile con la squadra”.
Tommaso Maestrelli allenò una vera e propria banda composta da calciatori che negli spogliatoi se ne davano e se ne dicevano di tutti i colori, ma poi in campo lavoravano l’uno per l’altro. Ringhio ovviamente non si trova in questa situazione, ma tante situazioni extracampo rendono l’avventura molto più complicata di come potrebbe essere. Tiene banco su tutte la protesta dei tifosi contro la gestione del presidente Claudio Lotito, che costringe la Lazio a giocare in uno stadio semi vuoto nelle partite casalinghe.
Un altro punto d’incontro tra Maestrelli e Gattuso è sicuramente nello stile tattico: “questa Lazio è molto ‘alta’, con terzini che fanno le ali, anche quella del ‘74 aveva queste attitudini. E poi c’è anche la qualità della rosa. Non voglio fare paragoni con la Lazio di mio padre, ma dico che quella attuale ha molti giocatori di talento. Poi stanno andando tutti benissimo. Frattesi è un top. Tavares, a questi livelli, è un giocatore incredibile. Ma a me stanno piacevolmente sorprendendo pure elementi come Noslin e Belahyane che non sembravano poter offrire un rendimento del genere”.
Se poi c’è chi crede nella scaramanzia e nel destino c’è un dettaglio da non lasciar passare. La Lazio di Gattuso ha perso all’esordio ufficiale contro il Mantova in Coppa Italia, successe un evento simile a quella di Maestrelli, come ricordato dal figlio: “questa può essere un’altra analogia con la storia di mio padre. Al primo anno di serie A, in estate, fu eliminata in Coppa Italia dal Taranto che giocava in Serie B al Flaminio”. E proprio rivedere la Lazio al Flaminio rimane il sogno dei tifosi: “sarebbe fantastico. Innanzitutto per la città di Roma sarebbe fondamentale recuperare un impianto del genere che è in stato di abbandono. Sarebbe bello che ci tornasse a giocare la Lazio. E sarebbe poi meraviglioso se portasse il nome di mio padre”.
