La Lazio è assente dalla Champions League per il secondo anno consecutivo, eppure nella partita di ieri sera giocata all’Olimpico dalla Roma i biancocelesti sono rimasti sullo sfondo. Gli ultras del Real Madrid hanno esposto infatti nel settore numerose bandiere biancocelesti, soprattutto quando nei minuti finali i Blancos hanno ribaltato il risultato da 3-1 a 3-4. Un’immagine che ha fatto immediatamente il giro dei social, ma che non rappresenta un episodio isolato: fa parte di una vera e propria “guerra delle bandiere” a distanza che sta ridisegnando la geografia delle alleanze ultras del continente.
L’asse Roma-Madrid: le radici del patto biancoceleste
Vedere i colori della Lazio nello spicchio riservato ai sostenitori madridisti all’Olimpico ha fatto storcere il naso a molti spettatori presenti all’Olimpico, ma per gli esperti di dinamiche della curva si tratta di una conferma naturale. Il gemellaggio internazionale tra la Curva Nord e gli ultras Sur del Real Madrid affonda le sue radici nei primi anni Duemila, nato ufficialmente durante i doppi confronti nella Champions League del 2001. Da allora, il legame non si è mai spezzato, cementato da una forte comunanza di vedute e da una rivalità speculare che unisce le due capitali. Per i tifosi spagnoli, sventolare lo stemma laziale in casa della Roma è il massimo dell’affronto sportivo, un modo per ribadire la propria presenza sul territorio nemico.
La risposta dell’Atlético: il contrattacco con il giallorosso
Quello che molti ignorano, e che trasforma questo episodio in una scacchiera geopolitica del tifo, è quanto accaduto soltanto ventiquattr’ore prima a Madrid. Durante il match del Civitas Metropolitano tra Atletico e Manchester United, la tifoseria dei Colchoneros ha risposto in anticipo esibendo un enorme bandierone con il logo della Roma. Questo asse incrociato fa sì che ogni sfida europea tra una squadra romana e una madrilena diventi automaticamente il pretesto per esibire i simboli dei propri “fratelli” stranieri, trasformando le curve in un palcoscenico di messaggi cifrati e provocazioni transnazionali. Quel che conta, oltre gli sfottò calcistici, è però il risultato in campo. E questa volta ad esultare sono Real e Lazio.
