Josip Šutalo racconta una Lazio che sta crescendo a ritmo serrato: dall’approdo in biancoceleste, il difensore croato descrive un ambiente che funziona e una squadra in grado di trasformare l’energia in prestazioni concrete fin dalle prime uscite.
Atmosfera ed energia. L’intervista mette in luce una sensazione forte di squadra: «L’atmosfera alla Lazio è eccellente e probabilmente in pochi si aspettavano un inizio di stagione simile. Fin dal mio arrivo ho percepito una energia positiva e ho capito di essere in una squadra seria. Lo abbiamo dimostrato anche a Torino, ma dobbiamo continuare così, un passo alla volta e senza perdere la calma», racconta Šutalo. E aggiunge una chiave tattica che può fare la differenza: «Giochiamo tutti come un unico blocco ed è questo, secondo me, il segreto dei risultati ottenuti finora. Gli elogi fanno piacere, ma devono rappresentare uno stimolo per lavorare ancora di più».
La Lazio come scelta. La decisione di accettare l’offerta biancoceleste non è stata casuale: «La Lazio era la mia prima scelta, così come lo era il campionato italiano. Ho sempre voluto giocare in Italia, perché pensavo che un calcio molto tattico e organizzato nella fase difensiva potesse essere adatto alle mie caratteristiche. La Lazio mi voleva e me lo ha fatto capire chiaramente. Non ho parlato direttamente con Gattuso, ma sapevo del suo interesse nei miei confronti», rivela il centrale croato. Come emerge dalla ricostruzione di www.lazionews24.com, la volontà di vestire la maglia biancoceleste era già netta fin dall’approccio.
Lavoro e metodo di allenamento. Sulla filosofia del lavoro quotidiano, Šutalo propone una lettura pragmatica del momento: «Gattuso è una persona interessante e posso parlarne soltanto bene. Gli allenamenti sono intensi, richiedono molto lavoro e tanta corsa. Pur mantenendo un rapporto positivo con i giocatori, sa stabilire limiti precisi e ha un ottimo rapporto con tutti. Quando bisogna lavorare, però, la concentrazione è totale». Il centrale ammette anche l’aspetto linguistico come sfida personale: «Parla quasi sempre in italiano e non riesco ancora a capire tutto, ma percepisco l’energia che trasmette. Voglio imparare la lingua il prima possibile, perché so quanto sia importante. Abbiamo parlato anche della sua esperienza all’Hajduk e ne ha sempre parlato molto bene».
Dal passato al presente: Ajax, Roma e la voglia di Europa. L’intervista si sofferma anche sul percorso in club importanti: «Credo di essere arrivato all’Ajax nel momento più difficile. Sono stati tre anni complicati, ma sono comunque grato al club perché ho imparato molto. Non è andata come speravo, però è stata un’esperienza costruttiva. Roma è una città bellissima, il clima è ottimo e si mangia bene. All’inizio non venivo quasi mai riconosciuto per strada, mentre adesso succede sempre più spesso». E sul presente a Roma, l’exploit di fiducia non è casuale: «Alla Lazio percepisco grande energia e tanto sostegno. Le aspettative sono alte, ma non dobbiamo avere fretta. La qualificazione alle coppe europee è sicuramente uno dei nostri obiettivi, poi i traguardi finali dipenderanno dall’evoluzione della stagione».
La mente è già al futuro. Il discorso si chiude con una domanda di prospettiva: «È normale che le ambizioni aumentino quando arrivano risultati importanti». E se il presente è incoraggiante, Šutalo non trascura la dimensione collettiva: la squadra sembra aver trovato una sintesi difensiva e un’intensità che promettono un campionato più competitivo, capace di offrire concrete chance europee.
Il profilo di Šutalo emerge così come quello di un giocatore che, pur tra assorbimenti rapidi e nuove abitudini, mantiene una continuità di rendimento che federa la linea difensiva e alimenta l’inerzia positiva della squadra. Una Lazio che, tra allenamenti intensi, ritmo alto e una difesa che sta prendendo forma, guarda avanti con la consapevolezza che l’Europa non è solo un sogno, ma una destinazione realistica da conquistare passo dopo passo.

