“Vuoi la tua cartella clinica? Paga”. Un ritornello che sembra normale, ma che in realtà è l’emblema di una vera e propria beffa ai diritti dei pazienti. Negli ospedali italiani, i costi per il rilascio della cartella clinica possono diventare illeggibili: fino a 65 euro per una copia cartacea spedita a casa, 50 euro per il ritiro allo sportello. Ma c’è un problema: secondo le normative europee, il paziente ha diritto di riceverla gratuitamente, eppure le strutture sanitarie continuano a sollevare il balzello.
Ciò che è più inquietante è che, a fronte di una chiara sentenza della Corte di Giustizia Ue, tanti ospedali sembrano ignorare il regolamento, facendo pagare i pazienti come se fosse la norma. Questo solleva una domanda fondamentale: è legittimo far pagare per un documento che certifica la nostra storia sanitaria? In un momento in cui la dimensione umana della sanità dovrebbe essere al centro dell’attenzione, assistere a queste pratiche è un colpo al cuore del senso di giustizia sociale.
Mentre tanti cittadini si domandano come mai il Servizio Sanitario Nazionale, così abile a farci pagare per ciò che dovrebbe essere un diritto, non presti fede alla legislazione europea, il ministero della Salute e gli enti sanitari rimangono in silenzio. Ci troviamo di fronte a una contraddizione inaccettabile: da un lato, si porta avanti un discorso di tutela dei diritti, dall’altro si permettono pratiche che ne violano il cuore.
Implicazioni delle nuove norme sulle cartelle cliniche
Le norme europee, chiare e definite, stabiliscono che il paziente deve ricevere la prima copia della propria cartella clinica gratuitamente. Questo non è un semplice capriccio burocratico, ma un principio fondamentale che riconosce il diritto di accesso alla propria storia sanitaria senza aggravi economici. Le implicazioni di questa normativa sono sostanziali: il rispetto delle regole europee non solo sarebbe un segnale di dignità nei confronti dei cittadini, ma costituirebbe anche una base per migliorare la fiducia nei confronti delle istituzioni sanitarie. Al contrario, continuare a far pagare queste somme può solo alimentare sfiducia e risentimento.
Le strutture sanitarie, quindi, dovrebbero far riflettere sulla loro posizione. In cosa consistono le spendibilità delle risorse quando le tasse dei cittadini vanno a pagare il diritto che, per legge, è già garantito? La necessità di rivedere le prassi nella gestione delle cartelle cliniche è evidente e urgente. È un momento cruciale per l’adeguamento dei servizi alla normativa europea, affinché le istituzioni non si trovino a dover giustificare una illegalità che, in molti casi, ha un impatto diretto sulla salute e sul benessere dei cittadini.

