Con Pinamonti in rosa, la Lazio ha davanti una scelta tattica che può cambiare il volto offensivo: tre soluzioni pratiche per sfruttare i suoi punti di forza e rilanciare giocatori già in organico.
Prima strada: la 9 classica. Pinamonti come centroavanti di riferimento libera l’area, occupa i centrali e diventa il terminale per palloni alti e spazi stretti. Vantaggio evidente: mette in sicurezza il peso offensivo e rende più prevedibile il target sulle palle inattive. Contro: il gioco può diventare troppo verticale se i rifornimenti non arrivano e si rischia di togliere minuti a un altro attaccante di peso. Nella pratica, un assetto con Luis Alberto o un trequartista alle sue spalle e Milinković-Savić come raccordo centrale rilancerebbe il gioco di prima punta; Ciro Immobile, se presente, verrebbe gestito a rotazione o spostato come supporto per sfruttare la presenza fisica di Pinamonti.
Seconda strada: la 9 con esterni larghi. Qui Pinamonti è riferimento, ma il lavoro lo fanno gli esterni che allargano la difesa avversaria: Zaccagni (o chi ricopre il ruolo di ala nella rosa), Lazzari e altri vengono spinti a incidere sulle fasce per cross e tagli. Pregio: più ampiezza, più profondità e spazi per i centrocampisti ad inserirsi; permette di sfruttare la sua capacità di attaccare il primo palo. Difetto: richiede esterni di qualità e costanza difensiva; senza questi la squadra può restare scoperta sulle transizioni. In questo schema alcuni trequartisti diventano interni di raccordo o partono dalla panchina per offrire cambi di ritmo.
Terza strada: il falso nueve. Un uso più flessibile di Pinamonti, o l’idea di farlo alternare con un giocatore più mobile, implica che la prima punta si abbassi per creare superiorità numerica tra le linee. Pro: movimento imprevedibile e più spazio per gli inserimenti di centrocampisti come Milinković-Savić o Luis Alberto; contro: la perdita di un riferimento fisso nell’area può ridurre i gol da azione diretta e richiede interpreti adatti alle mezzali. Questo assetto porterebbe alcuni attaccanti esterni o trequartisti a interpretare ruoli più centrali, trasformando la rosa in qualcosa di più fluido.
La tesi che vale più di tutte è semplice: la scelta del modulo non è pura estetica, è economica e di gestione della rosa. Optare per la 9 classica può accelerare la vendita o il prestito di profili che non trovano spazio, mentre un gioco più fluido e largo ridisegna le gerarchie interne. Dietro la trattativa per una punta come Pinamonti c’è quindi una questione tattica concreta: non è solo un acquisto, è una leva che cambia ruoli, valore e prospettive di mercato per i biancocelesti.