Due partite, sei punti, zero gol subiti e un nome che, più di tutti, sta marchiando l’inizio del campionato della Lazio: Davide Frattesi. Dopo un’estate complicata e una partenza ufficiale da dimenticare, la squadra di Gennaro Gattuso sembra aver improvvisamente trovato compattezza, carattere e soprattutto una propria identità.
La domanda, però, viene spontanea: è davvero bastato l’arrivo di un giocatore come Frattesi a cambiare le sorti della Lazio oppure è il nuovo sistema costruito da Gattuso ad aver messo il centrocampista nelle condizioni ideali per esprimersi?
Dalla batosta in Coppa alla vetta
Soltanto poche settimane fa lo scenario era completamente diverso.
L’eliminazione dalla Coppa Italia contro il Mantova, arrivata con un pesante 2-0 all’Olimpico, aveva fatto partire immediatamente processi e polemiche. Era addirittura dalla stagione 1963/64 che la Lazio non usciva dalla competizione nazionale al primo turno. Gattuso non cercò attenuanti: definì quella sconfitta una «batosta» e si assunse pubblicamente le proprie responsabilità.
Nelle ore successive il clima a Formello diventò ancora più pesante.
Secondo quanto ricostruito dal Corriere dello Sport, il direttore sportivo Angelo Fabiani avrebbe criticato l’atteggiamento della squadra, mentre Gattuso avrebbe difeso i propri giocatori, dando vita quantomeno a una evidente diversità di vedute sulla lettura della sconfitta.
Gattuso, dopo la vittoria di Bologna, ha però voluto mettere un punto alle indiscrezioni, spiegando che non ci sarebbe stato alcun litigio né con Fabiani né con Lotito.
Al di là delle ricostruzioni, una cosa è certa: Gattuso non ha scaricato la responsabilità sulla squadra.
Ed è probabilmente da qui che bisogna partire per comprendere quello che è successo dopo.
Due vittorie che cambiano tutto
La Lazio ha reagito nel modo che nel calcio conta più di qualsiasi dichiarazione: vincendo.
Prima il successo per 1-0 a Bologna, nella prima giornata di campionato. Poi un altro 1-0 contro il Genoa all’Olimpico.
Risultato: sei punti su sei e Lazio in testa alla classifica insieme alle altre squadre partite a punteggio pieno.
Ma c’è un particolare impossibile da ignorare.
I due gol decisivi portano entrambi la stessa firma: Davide Frattesi.
A Bologna il centrocampista ha trovato il gol nella ripresa dopo una splendida combinazione con Dia. Nella stessa partita è stato determinante anche dall’altra parte del campo, salvando un pallone sulla linea.
Contro il Genoa si è ripetuto: inserimento perfetto sul cross di Tavares e conclusione vincente.
Due partite di Serie A con la Lazio. Due gol. Due vittorie.
Numeri che raccontano già molto.
Frattesi può cambiare da solo la Lazio?
È inevitabile chiederselo.
Un giocatore con le caratteristiche di Frattesi può realmente trasformare una squadra?
In parte sì.
La Lazio aveva bisogno proprio di un centrocampista capace di attaccare gli spazi, riempire l’area e trasformare una manovra apparentemente innocua in un’occasione da gol.
Frattesi possiede una qualità che nel calcio moderno vale tantissimo: sa arrivare dove il pallone arriverà qualche secondo dopo.
Non è semplicemente questione di corsa.
È capacità di leggere l’azione.
Il gol contro il Genoa ne è quasi una fotografia perfetta. Tavares arriva sul fondo e Frattesi occupa esattamente quello spazio che un centrocampista moderno deve saper attaccare.
Non aspetta il pallone.
Lo cerca.
Ma dietro Frattesi c’è anche Gattuso
Attribuire tutto esclusivamente a Frattesi, però, sarebbe probabilmente ingeneroso nei confronti del lavoro che Gattuso sta portando avanti.
Prima dell’inizio della stagione, il tecnico aveva già spiegato chiaramente di voler costruire una Lazio diversa da quella precedente, capace di portare molti uomini negli ultimi venticinque metri avversari.
Ed è esattamente in una squadra del genere che un calciatore come Frattesi può diventare devastante.
È quindi Frattesi che sta cambiando la Lazio oppure è Gattuso che sta mettendo Frattesi nelle condizioni di essere decisivo?
Probabilmente sono vere entrambe le cose.
Un grande giocatore può elevare una squadra, ma anche il miglior centrocampista incursore diventa molto meno pericoloso se viene costretto a ricevere il pallone trenta metri più indietro.
Gattuso sembra invece avergli dato libertà di attaccare gli spazi.
E Frattesi sta restituendo quella fiducia con i gol.
La Lazio sta diventando una squadra
C’è poi un altro elemento forse ancora più importante.
Gattuso dopo Bologna disse una frase significativa: «Stiamo diventando squadra».
Forse è proprio questo il cambiamento più importante.
La Lazio vista nelle prime due giornate non è ancora una squadra perfetta.
Ci sono aspetti da migliorare, soprattutto nella gestione offensiva e nelle scelte negli ultimi metri.
Ma appare compatta.
Corre.
Soffre.
E soprattutto sembra sapere cosa fare.
I numeri, almeno per ora, sono difficili da contestare: due partite, due vittorie e nessun gol subito.
Dopo quello che era successo contro il Mantova, non era affatto scontato.
Nel calcio moderno contano i fatti
Ed è forse qui che questa Lazio ci sta ricordando qualcosa.
Il calcio moderno può piacere oppure no.
Non è più soltanto il calcio romantico fatto di appartenenza, racconti, bandiere e infinite discussioni al bar.
È diventato un calcio sempre più tecnico, veloce, fisico e organizzato.
Gli spazi si chiudono in pochi secondi.
Le decisioni devono essere prese ancora più velocemente.
Il tempo per le chiacchiere è sempre meno.
E alla fine rimane una sola cosa: il campo.
Per settimane abbiamo discusso della scelta di Gattuso, del mercato, delle tensioni societarie, della contestazione e persino della sua posizione dopo una sola partita ufficiale.
Poi è iniziato il campionato.
E il campo, almeno fino ad ora, ha dato una risposta completamente diversa.
Ora viene la parte più difficile
Naturalmente siamo appena alla seconda giornata.
Pensare di aver già risolto tutti i problemi della Lazio sarebbe un errore enorme.
Ci saranno sconfitte.
Ci saranno partite complicate.
Arriveranno momenti nei quali Frattesi non segnerà e sarà proprio allora che bisognerà capire quanto questa squadra sia realmente cresciuta.
Ma per noi tifosi la speranza è una sola: vedere questo momento continuare il più possibile.
Non sappiamo ancora dove possa arrivare questa Lazio.
Forse è troppo presto persino per chiederselo.
Una cosa, però, possiamo già dirla.
Dopo il disastro della Coppa Italia, Gattuso avrebbe potuto perdere la squadra.
Invece sembra aver fatto esattamente il contrario: l’ha unita.
Frattesi sta facendo la differenza, certamente.
Ma forse il vero segnale positivo è vedere un giocatore come Frattesi inserito in una squadra che sembra sapere finalmente come sfruttarlo.
E allora la domanda iniziale cambia.
Non è più soltanto:
«Frattesi può cambiare da solo le sorti della Lazio?»
Forse dovremmo chiederci:
«Quanto può diventare forte questa Lazio se Gattuso continuerà a mettere Frattesi e gli altri nelle condizioni di rendere al massimo?»
La risposta arriverà nei prossimi mesi.
Per adesso parlano i fatti.
Sei punti. Due vittorie. Zero gol subiti.
E, almeno fino ad oggi, quei fatti stanno dando ragione alla scelta di affidare la Lazio a Gennaro Gattuso.
