STADIO LAZIO – Sgarbi rivela: “Sul Flaminio ho visto Lotito più disponibile”

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Questa mattina si è tenuto il convegno organizzato da Federsupporter con il patrocinio del secondo municipio del comune di Roma, per valutare i pro e i contro degli stadi di Tor di Valle e Flaminio.

Presente anche Vittorio Sgarbi che è tornato a parlare del Flaminio: “Ha bisogno di me. Lo Stadio di Tor di Valle è grottesco. Lo stadio Flaminio è una priorità, quello di Tor di Valle inutilità. La parte di Roma non giallorossa deve muoversi. Ho suggerito a Lotito la strada del Flaminio che è quella più percorribile. Il Flaminio è un monumento per la città da restituire ai cittadini. Il Flaminio è il senso di Roma: ci deve essere una forza politica e culturale. Io sono a fianco del Flaminio. Da nemico di Tor di Valle sono diventato amico del Flaminio. Su questa posizione dopo un primo no di Lotito, l’ho visto più disponibile e malleabile (come vi avevamo svelato noi 10 giorni fa, ndr). Il Flaminio non deve essere archeologia, restituiamolo ai cittadini”.

Probabile soluzione per lo stadio Flaminio attraverso la rivitalizzare. L’onorevole Roberto Morassut per soddisfare la richiesta della Lazio di avere un proprio stadio risponde con la seguente dichiarazione.

Morassunt: “Il Flaminio è una ferita aperta. C’è un punto interrogativo su un grande patrimonio pubblico. La mia speranza è che questo pezzo di storia dell’architettura finisca nella distruzione più totale. Mi preoccupa anche il futuro dell’Olimpico. Non ho condiviso la creazione di un impianto a Tor di Valle. Le ipotesi avanzate da Lazio e Roma erano molto complicate. Premetto sono romanista, la legge sugli stadi non l’ho condivisa del tutto. Il Flaminio è dentro un grande laboratorio di rigenerazione urbana. Questa è la casa della Lazio, contornato da situazioni di reddito per l’investitore. L’Olimpico per la Roma e il Flaminio per la Lazio sarebbero due soluzioni molto importanti. Lo stadio delle Aquile era infattibile durante l’amministrazione Veltroni. Proponemmo il Flaminio a Lotito ma ci fu un secco no”. 

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