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I precedenti con il Torino non ci favoriscono mai in casa loro: i numeri per i laziali

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I precedenti con il Torino non ci sorridono, ma noi laziali siamo pronti a combattere! #ForzaLazio #DerbyDelCuoreGranata

Immaginatevi seduti sugli spalti dell’Olimpico, con il cuore che batte forte per i colori biancocelesti, mentre pensate alla prossima sfida contro il Torino. Come un vero tifoso della Lazio, non posso fare a meno di sentire una stretta al petto quando guardo i numeri dei precedenti: non sono dalla nostra parte, e questo mi fa riflettere su quanto sarà tosta questa trasferta. La nostra squadra, guidata da Sarri, si sta preparando per un match che potrebbe essere un vero banco di prova, soprattutto contro un Torino che sta navigando in acque agitate.

Pensateci: il Torino è immerso in una tempesta societaria e tecnica che ha già causato grandi sconvolgimenti. L’esonero di Marco – un colpo durissimo per loro – ha portato all’arrivo di Roberto D’Aversa in panchina, e questo cambio improvviso mi fa pensare a quanto il calcio possa essere imprevedibile. Da tifoso, mi chiedo se questa instabilità granata possa essere una nostra opportunità o, al contrario, un pericolo in più. Noi laziali sappiamo bene che le crisi altrui non sempre significano vittorie facili; anzi, spesso trasformano gli avversari in leoni feriti, pronti a tutto per riscattarsi.

Ripercorrendo i precedenti, mi sale un po’ di amarezza: quante volte siamo andati a Torino e siamo tornati con il morale a terra? Eppure, questo è il bello del nostro sport – e della Lazio. Ogni partita è una storia nuova, un’occasione per ribaltare le statistiche con passione e grinta. Sarri deve trasmettere quella fame che noi tifosi sentiamo nelle vene, trasformando questi numeri sfavorevoli in motivazione extra. Non sto esagerando, è come se fossi lì, a urlare dal divano: “Forza ragazzi, dimostriamogli chi siamo!”

In fondo, come appassionati biancocelesti, queste sfide ci ricordano perché amiamo questa squadra. Non si tratta solo di vincere, ma di combattere con orgoglio, indipendentemente dai precedenti. Domenica prossima potrebbe essere il giorno in cui cambiamo il corso della storia, e io, come voi, non vedo l’ora di vedere come andrà a finire. Che la Lazio voli alta, sempre.

Castellanos: “Con Baroni alla Lazio mi sono divertito un sacco, il nostro gioco era ideale”

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Castellanos, l’ex bomber della Lazio che ci fa battere il cuore: nostalgia biancoceleste e un’intervista da non perdere! #Lazio #WestHam #Calcio

Immaginate di essere sugli spalti dell’Olimpico, con il vento che porta echi di gol passati, e improvvisamente sentite riecheggiare il nome di Valentin Castellanos. Ecco, proprio come un flash di quei giorni magici, l’ex attaccante biancoceleste è tornato a parlare della sua avventura con noi, in una chiacchierata accesa su YouTube con Agusneta y Teo DElia’. Per noi laziali, abituati a vivere ogni storia con passione, sentirlo ora in Premier League con il West Ham è un mix di orgoglio e un pizzico di rimpianto – perché, diamoci pace, ragazzi, ha lasciato un vuoto sotto porta.

Castellanos, il nostro beniamino argentino che ha fatto impazzire i tifosi con le sue giocate, ha ripercorso quei momenti intensi con un entusiasmo che risuona come un coro da curva. Pensateci: era il nostro centravanti, quello che ci faceva sognare partite all’attacco, e ora lo sentiamo rivivere il suo periodo alla Lazio con parole che pesano come un vecchio trofeo. Lui, che oggi brilla in Inghilterra, non ha esitato a condividere come tutto è cambiato, ma con un affetto che ci fa sentire ancora più uniti. È come se, da quella intervista, ci stesse invitando a un caffè per ricordare i bei tempi, con quel sorriso che solo i veri guerrieri biancocelesti sanno sfoggiare.

E poi arriva quel momento, quando dice: «Con Baroni mi sono diventito tanto alla Lazio! Il nostro modo di giocare ci consentiva di…». Quante emozioni in quelle parole, eh? Per me, come per tanti tifosi, è un colpo al cuore – un misto di divertimento e grinta che Baroni gli ha instillato, facendoci vedere un calcio fluido e aggressivo. Critichiamo pure se le cose non vanno, ma qui c’è da applaudire: Castellanos ci ricorda quanto eravamo forti, quanto il nostro stile di gioco poteva fare la differenza. Non è solo nostalgia, è una lezione per il presente, per incoraggiare la squadra a ritrovare quel fuoco.

In fondo, storie come questa ci insegnano che la Lazio non è solo una squadra, è una famiglia che va oltre i trasferimenti. Castellanos se è andato, ma il suo legame con noi resta intatto, un promemoria per i ragazzi in campo di giocare con lo stesso cuore. Che sia un invito a sognare in grande o un riflessivo sguardo al passato, questa intervista ci carica per il futuro – avanti Lazio, con la stessa passione di sempre!

Nuytinck su Tudor: A Udine è stato complicato, nessun feeling con l’allenatore Ecco il motivo…

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Eh, ancora storie di ex e allenatori: Bram Nuytinck racconta il feeling mai nato con Tudor, e noi laziali ci chiediamo cosa manca alla nostra difesa! #Lazio #Biancocelesti #CalcioItaliano

Immaginatevi seduti sugli spalti dell’Olimpico, con il cuore biancoceleste che batte forte, e improvvisamente arriva una di quelle notizie che ti fa riflettere sul destino delle nostre difese. Bram Nuytinck, quel solido difensore che abbiamo visto brillare con le maglie di Udinese e Sampdoria, ha rotto il silenzio sul suo rapporto mai sbocciato con Igor Tudor, l’ex timoniere della Lazio. È come se, da tifoso, sentissi un eco di rimpianti provenire dal campo, ricordandoci quanto il calcio sia fatto di chimica umana oltre che di tattiche.

Nuytinck, ora in forza al NEC, è una di quelle figure familiari per noi appassionati del campionato italiano. Ricordate i suoi anni a Udine, dove ha dimostrato grinta e affidabilità? Bene, proprio da lì arriva questa confessione che suona come una cronaca vissuta. Il difensore olandese non ha nascosto le difficoltà, parlando di un momento complicato in Friuli. E tra le righe, emerge quel feeling che non è mai scoccato con Tudor. Insomma, da laziale, mi chiedo: quante volte abbiamo visto rapporti del genere influenzare le prestazioni della squadra? È un po’ come quando aspetti che un difensore si adatti al gioco, ma le cose non girano come sperato.

La citazione che fa riflettere

Le parole di Nuytinck sono dirette e toccanti, come un flashback di una partita persa per un soffio: A Udine momento difficile! Mai sbocciato il feeling con il tecnico. Il motivo…. Questa frase, carica di sincerità, ci porta dritti nel cuore di una stagione complicata, dove forse un’intesa mancata ha pesato più di quanto immaginiamo. Da tifoso passionale, non posso fare a meno di pensare a come, nella Lazio, ogni piccolo dettaglio – dal rapporto con l’allenatore alla coesione difensiva – possa fare la differenza tra una vittoria e una delusione.

Riflettendo su tutto questo, mi viene da dire che il calcio della Lazio è sempre un mix di emozioni autentiche, tra gioie e avvertimenti. Storie come quella di Nuytinck e Tudor ci ricordano che dietro ogni formazione c’è un tessuto umano fragile, e per noi biancocelesti, è un invito a guardare avanti con ottimismo, sperando che i nostri difensori trovino sempre quel feeling magico che porta al trionfo. Alla fine, è proprio questo spirito che ci tiene incollati al gioco, pronti a sostenere la squadra con tutto il cuore.

Lazio, Rovella tra incubo e sfortune: infortunio e quella disavventura spiegata

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Che annata da incubo per Nicolò Rovella: infortunio in campo e disavventura nel viaggio di ritorno! #Lazio #ForzaLazio

Immaginatevi seduti sugli spalti dell’Olimpico, con il cuore che batte al ritmo dei colori biancocelesti, e poi tutto precipita in un istante. Era il 60′ della partita contro il Cagliari, e per noi laziali quel momento è stato come un pugno allo stomaco: Nicolò Rovella, uno dei nostri giovani leoni, si è infortunato alla clavicola destra, costringendolo a lasciare il campo tra le smorfie di dolore e le nostre esclamazioni di delusione. Non è solo un infortunio, è come se il destino ce l’avesse con lui e con tutta la squadra, rovinando quella che poteva essere una serata di riscossa.

Ma le disavventure non si fermano al fischio finale. Il ritorno a Roma della Lazio si è trasformato in un incubo su quattro ruote per Rovella, che ha dovuto affrontare un incidente durante il viaggio, aggiungendo un capitolo amaro a questa stagione già complicata. Come tifoso, mi chiedo come possa una sola persona accumulare così tanta sfortuna – prima il dolore fisico in campo, poi questo colpo di scena extra. Sembra che ogni passo avanti per la Lazio sia seguito da un inciampo, e Rovella ne è l’esempio perfetto, un giocatore che stavamo iniziando ad amare per la sua grinta e dedizione.

Riflettendo su tutto questo, non posso fare a meno di sentire una miscela di rabbia e solidarietà. Rovella è uno di noi, un biancoceleste puro che meritava di meglio dopo essersi dato anima e corpo in quella gara. La Lazio ha bisogno di momenti come questi per unirsi e reagire, trasformando le avversità in motivazione. Speriamo che questo “anno da incubo” serva da lezione, e che Rovella torni presto più forte di prima, perché noi tifosi saremo lì ad applaudirlo, con il nostro spirito inarrestabile. Forza Lazio, sempre!

Matuzalem: Lotito ha salvato la Lazio dal baratro e l’ha trasformata in una grande società, con Formello come provaevidenza.

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Ah, i bei tempi di Matuzalem alla Lazio: l’ex “Professore” elogia Lotito e fa sognare i biancocelesti! #Lazio #ForzaLazio #Matuzalem

Immaginate di essere di nuovo a Formello, con l’eco delle partite epiche che riecheggia tra i campi d’allenamento, e un vecchio eroe biancoceleste come Francelino Matuzalem che torna a parlare con quel mix di nostalgia e orgoglio che fa battere il cuore a ogni tifoso della Lazio. Io, da vero laziale, non potevo non emozionarmi leggendo della sua ultima intervista, dove ripercorre i giorni in cui dominava il centrocampo con una intelligenza rara, guadagnandosi un soprannome che ancora oggi suona come una medaglia.

Edy Reja, il nostro stratega in panchina, lo ribattezzò “Il professore” per la sua capacità di dettare i tempi di gioco e governare il centrocampo con grinta e personalità, trasformandolo in un pilastro insostituibile. Ricordate quelle azioni fluide, quando Matuzalem orchestrava tutto con precisione chirurgica? Era come se avesse un libro di tattica aperto in testa, e vederlo in azione mi faceva sentire invincibili, seduto sugli spalti dell’Olimpico tra cori e bandiere sventolanti. Quel ruolo di mediano non era solo un posto in campo, era un’arte, e lui la interpretava alla perfezione, portando quella energia che tanti di noi, appassionati della Lazio, rivivono nei ricordi più belli.

Nella sua intervista, Matuzalem non si limita a guardare indietro, ma punta dritto al presente, elogiando chi ha guidato la nostra amata squadra attraverso le tempeste. Con parole che suonano come una standing ovation per i biancocelesti, dice: “Lotito ha preso la Lazio sull’orlo del fallimento e l’ha resa una grande società! A Formello…”. Queste frasi mi fanno riflettere su quanto è cambiata la Lazio sotto quella guida, da un club in bilico a una realtà solida e ambiziosa, proprio come un tifoso come me spera di vedere ogni stagione.

Come laziale doc, non posso fare a meno di apprezzare questo commento equilibrato: è un mix di gratitudine per il passato e ottimismo per il futuro, senza illusioni eccessive. Eppure, mentre leggo queste parole, mi chiedo se non sia il momento di capitalizzare su storie come questa per ispirare la squadra attuale – perché se un “Professore” come Matuzalem crede in questo percorso, noi tifosi possiamo solo rafforzare la nostra passione e spingere i biancocelesti verso nuovi trionfi.

Aggiornamento infortunio Rovella operazione completata il club biancoceleste conferma agli appassionati

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Grande sollievo per i tifosi biancocelesti: l’intervento di Rovella è andato alla grande! #Lazio #Rovella #ForzaLazio

Come un tifoso della Lazio che vive ogni minuto con il cuore in gola, immaginate la mia reazione quando ho sentito le prime notizie sull’infortunio di Nicolò Rovella: un misto di preoccupazione e speranza, perché un giocatore come lui è un pilastro per il nostro centrocampo. Oggi, però, è arrivata quella notizia che ci fa sentire un po’ più leggeri, come se gli spalti dell’Olimpico stessero già vibrando di entusiasmo anticipato. L’intervento chirurgico è stato perfettamente riuscito nel pomeriggio, e questo non è solo un aggiornamento medico, è una vittoria per tutta la famiglia biancoceleste.

Da settimane, seguivamo le evoluzioni delle condizioni di Rovella con il fiato sospeso, sapendo quanto un infortunio possa cambiare il corso di una stagione. Ricordate come ha lottato in campo, con quella grinta che ci fa urlare “Forza Lazio!” a ogni azione? Ecco, oggi quel sacrificio è stato ripagato. La società ha condiviso i dettagli ufficiali, e leggendo il loro comunicato, non posso fare a meno di pensare a quanto questo momento segni un turning point per il nostro team. Non è solo un’operazione riuscita; è il segnale che Rovella tornerà più forte che mai, pronto a infiammare di nuovo le partite.

Ora, veniamo al cuore della notizia con le parole dirette della società. Come sempre, preferisco riportare esattamente ciò che hanno detto, perché è qui che si concretizza la realtà: COMUNICATO – «La […]» (continua con i dettagli forniti, che confermano il successo dell’intervento e le prospettive positive).

Riflettendo su tutto questo, da un tifoso appassionato come me, non posso che vedere il bicchiere mezzo pieno. Rovella è un esempio di resilienza, e il suo recupero ci ricorda quanto il calcio sia fatto di alti e bassi, ma anche di grandi ritorni. Per la Lazio, questo è un passo avanti verso una stagione ancora più competitiva, e io, con il mio spirito biancoceleste, non vedo l’ora di vederlo di nuovo in azione, tra i cori della Curva Nord. Forza ragazzi, il meglio deve ancora venire!

Mattei: squadre più attrezzate esistono, e Lotito non vende… ci credo a metà?

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Analisi amara per la mia Lazio: squadre più forti ci superano, e Lotito non vende! #ForzaLazio #SerieA2026

Immaginatevi seduti sugli spalti dell’Olimpico, con il cuore che batte al ritmo dei nostri colori biancocelesti, e improvvisamente una voce esperta come quella di Stefano Mattei irrompe con una realtà che fa male. La stagione 2025/26 in Serie A non è partita nel modo ideale per la Lazio, tra impegni cruciali che sembrano montagne da scalare e ostacoli che continuano a ostacolarci. Come un vero tifoso, mi sento coinvolto in ogni parola di questa analisi, perché non è solo cronaca, è la nostra storia che si dipana tra speranze e delusioni.

Riascoltando Mattei al microfono di Radiosei, ho percepito quel mix di realismo e passione che ogni laziale conosce bene. Lui non gira intorno alle cose: la nostra squadra sta affrontando una classifica complicata, con avversari che sembrano avere un passo in più. È come se, partita dopo partita, vedessimo i nostri rivali allontanarsi, lasciandoci a rincorrere con orgoglio ma forse con meno armi del necessario. Il suo intervento non è stato solo un’analisi fredda; ha toccato corde emotive, facendomi riflettere su quanto la passione per la Lazio debba misurarsi con la cruda verità del campo.

Le parole che pesano

Tra le sue dichiarazioni, ce n’è una che risuona forte, come un eco dagli spogliatoi: “Vi sono squadre più attrezzate della Lazio! Lotito ribadisce che non vuole vendere: ci credo”. Queste parole, pronunciate con un tono schietto, mi hanno fatto stringere i pugni. Da tifoso, apprezzo la fedeltà di Lotito alla squadra, ma non posso ignorare che, in un campionato così competitivo, serve qualcosa in più per competere alla pari. È un commento equilibrato, non di rabbia cieca, ma di riflessione: forse è il momento di trasformare promesse in azioni concrete, per far sì che la nostra Lazio non sia solo un simbolo, ma una vera protagonista.

Alla fine di tutto, mentre il campionato prosegue con le sue sfide, mi chiedo come questa stagione possa ancora riservarci sorprese. Come biancocelesti, non ci arrendiamo mai, ma l’analisi di Mattei ci ricorda di tenere i piedi per terra. È un invito a credere, a spingere, a sognare con gli occhi aperti, perché la Lazio è nel nostro sangue, e da lì, forse, nasce la vera forza per ribaltare le sorti.

Cardone non risparmia critiche: contro il Cagliari è stata una prestazione opaca, e l’infortunio di Rovella aggrava i problemi per Sarri.

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Che debacle per la Lazio all’Unipol Domus: una brutta figura contro il Cagliari e l’ennesimo infortunio! #Lazio #ForzaLazio #SerieA

Immaginatevi seduti sugli spalti dell’Unipol Domus, con il cuore biancoceleste che batte forte per la mia amata Lazio, pronti a spingere i ragazzi verso un’altra vittoria. Invece, cosa ci troviamo di fronte? Una prestazione da dimenticare, una di quelle serate in cui tutto va storto e l’entusiasmo si trasforma in frustrazione. È proprio questo il quadro dipinto dal giornalista Giulio Cardone de La Repubblica, che durante un intervento a Radiosei ha analizzato con lucidità le difficoltà della squadra, facendomi rivivere quel mix di delusione e rabbia che ho sentito anch’io da tifoso.

Cardone non ha girato intorno alle cose, descrivendo la partita come un passo falso evidente. Le sue parole, «Contro il Cagliari è sta una brutta partita. L’infortunio di Rovella è un’altra tegola per Sarri», risuonano come un campanello d’allarme per noi laziali. Pensateci: non è solo una sconfitta sul campo, è un colpo al morale. Rovella infortunato significa un altro tassello che manca nel puzzle di Sarri, e da supporter come me, questo fa male perché so quanto serva stabilità in una stagione così competitiva. Ho rivisto la gara nella mia mente, con i nostri che arrancavano, errori difensivi che ci costavano cari, e quella sensazione di impotenza che ti lascia con l’amaro in bocca.

Ora, riflettendo su tutto questo, come tifoso della Lazio non posso che bilanciarlo con un po’ di ottimismo. Sì, è stata una brutta notte, ma il calcio è fatto di alti e bassi, e noi biancocelesti siamo abituati a rialzarci. L’infortunio di Rovella è una tegola, certo, ma potrebbe essere l’occasione per vedere i nostri giovani emergere con più grinta. Alla fine, è proprio nei momenti difficili che si vede il vero spirito della Lazio – e io, da vero appassionato, continuo a credere che torneremo più forti di prima.

Torino Lazio: indisponibili, squalificati e diffidati nella 27esima giornata

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Torino Lazio – La Lazio di Maurizio Sarri è focalizzata sulla sfida di Coppa Italia contro l’Atalanta, ma prima ci sarà da affrontare il Torino in campionato. Il tecnico toscano ragiona sulle possibili scelte, molto probabilmente conservative in vista del match più atteso della stagione biancoceleste.

Gli indisponibili e gli squalificati di Torino Lazio: Sarri con le mani legate?

La Lazio non farà a meno di nessun calciatore squalificato per la sfida al Torino di Roberto D’Aversa. Invece, la situazione legata agli indisponibili si fa più complessa. Mau dovrà fare a meno di: Gila, Lazzari, Pedro e Rovella. Tutti infortunati. Il recupero più probabile potrebbe essere quello di Mario Gila, ma lo staff suggerisce pazienza.

Torino Lazio, occhio ai diffidati: chi rischia per la 28esima giornata?

Per fortuna della Lazio, le eventuali diffide non varranno per il match di Coppa Italia contro l’Atalanta. La paura dei tifosi era che il sistema di squalifiche fosse il medesimo utilizzato per la Supercoppa Italiana, per cui ammonizioni e espulsioni fanno conto anche in campionato. Ma niente da fare.

L’unico diffidato in casa Lazio è Matteo Cancellieri. Un suo possibile cartellino giallo comporterebbe la diffida del match della 28esima giornata contro il Sassuolo. Considerando la sfida successiva al Milan, potrebbe non essere così utopica una sua possibile sanzione domenica.

 

La Lazio fa i conti con l’infermeria prima del Torino: la situazione infortunati

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La Lazio continua la sua stagione maledetta. La squadra capitolina è tartassata da un numero smisurato di infortuni fin dall’inizio dell’annata. Il trend sta mettendo a serio rischio le scelte di Maurizio Sarri ogni week-end, intralciando il cammino dei biancocelesti in campionato.

L’ultimo della lista è Niccolò Rovella che, dopo l’infortunio nel derby, sarà costretto ad un nuovo stop: si preavvisa un mese e mezzo di fermo. Il forfait del centrocampista, come sottolinea Il Messaggero, rappresenta il 33esimo infortunio stagionale per la Lazio: una maledizione.

Lazio, il punto sugli infortunati

Il numero 6 biancoceleste, fermato da una frattura scomposta della clavicola destra, è tornato a raggiungere i compagni in infermeria, dove prosegue il percorso di recupero sotto l’attenta supervisione dello staff medico. Uno stop importante che costringerà il giocatore a osservare un periodo di riposo forzato, con l’obiettivo di rientrare soltanto quando le condizioni fisiche garantiranno piena sicurezza e stabilità.

Nel frattempo, come comunicato nell’ultima nota ufficiale della società, continua il lavoro fisioterapico personalizzato per Pedro, alle prese con una distorsione alla caviglia che ne sta limitando l’impiego nelle ultime settimane. Programma differenziato anche per Mario Gila e Toma Basic: il primo sta smaltendo un’infiammazione tendinea al ginocchio, mentre il centrocampista croato è alle prese con un fastidio all’adduttore che richiede cautela e terapie mirate.

Situazione diversa, invece, per Manuel Lazzari e Samuel Gigot, che hanno svolto una seduta atletica individuale sul campo. Per entrambi il lavoro è stato finalizzato a ritrovare condizione e ritmo partita, in vista di un possibile reintegro graduale in gruppo nei prossimi giorni. Lo staff monitora quotidianamente ogni evoluzione, con l’obiettivo di recuperare al più presto pedine preziose per la squadra.

Lazio, disastro in trasferta: classifica in picchiata e record che agita Formello

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La Lazio lotta contro l’incubo trasferte e una classifica da brividi: i numeri negativi ci stanno spezzando il cuore! #Lazio #ForzaLazio #Biancocelesti

Come un vero tifoso della Lazio, mi sento proprio come se fossi sugli spalti di uno stadio lontano da Roma, con il vento gelido che mi scompiglia i capelli e l’adrenalina che si trasforma in frustrazione. La nostra squadra, quella che ho sempre difeso con passione, sta affrontando una stagione dove i numeri in trasferta e la posizione in classifica raccontano una storia amara, un vero e proprio incubo che non ci fa sorridere per niente.

Immaginatevi la scena: ogni viaggio fuori casa sembra una missione impossibile, con risultati che sfuggono dalle mani come un pallone bagnato. La Lazio di Maurizio Sarri sta scivolando in un pericoloso limbo di apatia, dove l’energia che ci ha fatto sognare nei primi mesi si è affievolita, lasciando spazio a prestazioni sottotono e motivazioni che vacillano. È come se il gruppo, quel mix di talenti che dovrebbe farci volare, avesse perso lo slancio, e io, da tifoso, sento un peso al petto ogni volta che guardo la classifica a picco.

L’incubo delle trasferte: un record che scuote Formello

Parlando di questi numeri negativi, è inevitabile ripensare a come ogni sconfitta lontano dall’Olimpico ci colpisce dritti al cuore. La situazione attuale rende tutto più complicato, con un record di trasferte che sembra un’ombra costante, un’eco di delusioni accumulate. Non è solo statistica fredda: è la sensazione di stare lì, tra la folla avversaria, a vedere i nostri ragazzi lottare ma non sfondare, come se una barriera invisibile li bloccasse. Critico sì, ma con l’equilibrio di chi ama questa maglia – magari un po’ di riflessione sui momenti chiave avrebbe potuto cambiare il corso, ma l’apatia è il vero nemico ora.

Eppure, come biancocelesti doc, non posso fare a meno di riflettere su quanto questa stagione ci stia insegnando. La Lazio ha radici profonde, e nonostante il limbo di risultati mancanti, c’è ancora spazio per una reazione che ci rimetta in pista. È un richiamo a unirci, a spingere da casa o dagli spalti, perché queste sfide forgiano il carattere di una squadra che ha sempre saputo rialzarsi. Alla fine, è proprio questo spirito che mi fa dire: andiamo oltre, Lazio, perché noi ci siamo, e continueremo a credere.

Biglietti Lazio Atalanta: prezzi e modalità d’acquisto

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La Lazio di Maurizio Sarri crede nella vittoria della Coppa Italia. Superato il muro Bologna, i biancocelesti si trovano negli atti conclusivi della competizione. In una stagione disastrosa la conquista di un trofeo prestigioso sarebbe essenziale per dare credibilità ad un progetto che sembrerebbe inesistente.

Ad attende Mattia Zaccagni e compagni sarà l’Atalanta di Raffaele Palladino, qualificatosi al seguito di un roboante 3 a 0 rifilato alla Juventus. Insomma, non l’avversario migliore, ma sicuramente nemmeno il più “ingiocabile”. I bergamaschi sono leggermente favoriti per raggiungere la Finale, ma nel calcio mai dire mai.

Nonostante l’importanza della sfida, i tifosi del tifo organizzato della Curva Nord hanno deciso di continuare la protesta contro il Presidente Claudio Lotito: Stadio Olimpico deserto anche per quest’occasione. Al momento, il dato sui biglietti venduti sarebbe fisso a 1.200, anche se la società ne comunica almeno 500 in più.

Biglietti Lazio Atalanta: il comunicato ufficiale

La S.S. Lazio comunica che:

La S.S. Lazio comunica che sono in vendita i biglietti per la semifinale di Coppa Italia Frecciarossa Lazio-Atalanta, in programma mercoledì 4 marzo alle ore 21:00.

PRELAZIONE PER TUTTI GLI ABBONATI ALLA STAG. 2025 – 2026:

Tutti i possessori degli abbonamenti alla stagione 2025 – 2026 avranno la possibilità di confermare il proprio posto acquistando un biglietto scontato in prelazione (tariffa unica) nel seguente periodo:

– dalle ore 12:00 di mercoledì 18 febbraio, fino alle ore 23:59 di lunedì 23 febbraio.

Punti Vendita:

– ON-LINE tramite il circuito Vivaticket

– Punti vendita Vivaticket

Per accedere alla prelazione, sarà necessario inserire on-line nella sezione coupon o presentare al punto vendita il codice della propria card S.S. Lazio:

  – ABBONAMENTO DIGITALE CON LA MILLENOVECENTO – CODICE 032…

  – ABBONAMENTO DIGITALE CON LA EAGLE – CODICE EAG…

VENDITA PACK LAZIO STYLE 2 GARE ATALANTA + SASSUOLO:

– dal 18 febbraio al 3 marzo regala i prodotti ufficiali S.S. Lazio e accedi allo Speciale Pack Atalanta / Sassuolo.

Clicca qui per visualizzare prezzi e settori abilitati dello Special Pack.

Con una spesa minima di 20 € presso i Lazio Style 1900 Official Store, riceverai un codice univoco che ti permetterà di acquistare contestualmente presso i lazio style oppure on line tramite il sito internet di vivaticket un pack comprensivo delle partite Lazio-Atalanta valida per la Coppa Italia Frecciarossa e Lazio-Sassuolo valida per la Serie A Enilive, ad un prezzo promozionale.

Questa vendita sarà solo cartacea e non digitale su card Lazio Eagle e 1900. Per entrambe le gare sarà necessario presentare ai tornelli dello stadio lo stesso biglietto cartaceo acquistato.

Il mini abbonamento cartaceo denominato PACK 2 PARTITE valevole per le due gare contiene gli eventi:

– LAZIO-ATALANTA (Semifinale della Coppa Italia Frecciarossa in programma mercoledì 4 marzo alle 21:00);

– LAZIO-SASSUOLO (28^ giornata Serie A Enilive con data e orario da confermare).

VENDITA LIBERA

– dalle ore 10:00 di venerdì 27 febbraio verranno messi in vendita i posti liberi e quelli non confermati a prezzi maggiorati.

Punti Vendita:

– ON-LINE tramite il circuito Vivaticket

– Punti vendita Vivaticket

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Le due tariffe agevolate, Invalidi al 100% e Disabili in carrozzella, entrambi con accompagnatori, si potranno acquistare solo presso i negozi Lazio Style 1900.

TUTTI COLORO CHE SONO IN POSSESSO DELLA FIDELITY CARD MILLENOVECENTO O EAGLE E NON SONO ABBONATI, POTRANNO RICHIEDERE AL MOMENTO DELL’ACQUISTO ANCHE ON LINE CHE, IL TITOLO D`INGRESSO VENGA CARICATO ELETTRONICAMENTE SULLA STESSA.

Al costo dei biglietti online, verrà applicata una commissione di servizio pari al 3,80%.

(*) I biglietti ridotti Invalidi Civili al 100% e la Tribuna Tevere non deambulanti entrambi con accompagnatore, posso essere acquistati solo presso i Lazio Style 1900.

(**) Possono acquistare un tagliando Ridotto Under 16 i ragazzi nati dal 01/01/2010, anche in prelazione.

(***) Tariffa unica per settore riservata a tutti abbonati di questa stagione.

I bambini di 4 anni nati dal 01/01/2022 accedono allo stadio gratuitamente e senza biglietto presentando un documento di identità o la tessera sanitaria.

All’ingresso il controllo dell’identità sarà effettuato su ogni singolo spettatore ed è pertanto obbligatorio esibire un documento di identità, compresi i minorenni.

Questi saranno i punti di accesso allo Stadio Olimpico per i possessori dei biglietti:

Via dei Gladiatori per i biglietti Media – Sponsor Hospitality – Tribuna D`Onore – Autorità e Tribuna Monte Mario;

Piazza Lauro De Bosis per i biglietti di Tribuna Tevere, Distinti Sud Est;

Viale delle Olimpiadi per i biglietti di Curva Maestrelli;

Via Nigra-Stadio dei Marmi per i biglietti di Tribuna Disabili in Carrozzella;

Piazza Piero Dodi per i biglietti di Curva Nord – Distinti Nord Est e Nord Ovest – Tribuna Tevere.

Si ricorda che chi acquista fisicamente un biglietto presso un punto vendita è tenuto a mostrare il suo documento di identità, pena l’impossibilità di emettere il titolo di accesso (D.L. 8/2/2010 nr. 8).

Non verranno considerate come documenti idonei alla vendita, tutte le patenti di ultima generazione che non riportano le indicazioni del luogo di residenza.

Nella vendita libera il numero massimo di biglietti acquistabili da una singola persona è di quattro come da disposizioni dell’Osservatorio sulle Manifestazioni Sportive. In questo caso è possibile presentare per le altre eventuali tre persone, anche solo la copia del documento d’identità.

CAMBIO NOMINATIVO

Sarà possibile fare il cambio nominativo dei biglietti e degli abbonamenti, (per questi ultimi sarà possibile farlo per tariffa corrispondente donna per donna – under per under ecc.) cliccando qui.

Il Cambio nominativo è sempre vietato per i biglietti del settore ospiti. Come indicato dall`Osservatorio sulle Manifestazioni Sportive, la vendita dei tagliandi per i residenti nella provincia di Bergamo è riservata solo ed esclusivamente per il settore ospiti e solo se sottoscrittori del programma di fidelizzazione Tessera del Tifoso della società sportiva “Atalanta Bergamasca Calcio”.

Solo ed esclusivamente il giorno della gara, dalle ore 17:00 sarà aperta la biglietteria presso il box di Via Nigra – Stadio dei Marmi – Sportello Biglietteria.

Presso lo stesso punto vendita, verranno rilasciati i biglietti Coni e FIGC ma solo ed esclusivamente il giorno della gara e solo dalle ore 17:00 alle 19:00 – Sportello Accrediti.

Per esporre uno striscione NON CENSITO DALL’OSSERVATORIO allo stadio, è obbligatorio presentare una richiesta entro 48 ore dall’evento. Clicca qui per scaricare il modulo per poi inviarlo alla mail: SLO@SSLAZIO.IT. Il richiedente verrà contattato solo in caso di esito negativo.

Rambaudi: Troppa noia sabato sera, un passo indietro, ma cogliamo gli aspetti positivi

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Le parole di Rambaudi sul pareggio noioso contro il Cagliari: un ex eroe biancoceleste che ci fa riflettere! #Lazio #ForzaLazio #Rambaudi

Ah, che emozione è essere un tifoso della Lazio, sempre con il cuore in gola per ogni partita, ma quella sera all’Unipol Domus contro il Cagliari è stata una di quelle che ci ha lasciati con un misto di delusione e pensieri profondi. Immaginatevi lì, sugli spalti, con la sciarpa biancoceleste al collo, pronti a spingere la squadra verso la vittoria, e invece ci siamo ritrovati a guardare un pareggio che ha odorato più di routine frustrante che di battaglia epica. Proprio come me, tanti di noi stanno ancora digerendo quel risultato, e chi meglio di Roberto Rambaudi, un’icona del nostro passato, per darci un’analisi schietta e appassionata?

Rambaudi, quel campione che ha indossato la nostra maglia con orgoglio e ha regalato momenti indimenticabili, è intervenuto a Radiosei per scomporre la partita e le sensazioni che ha lasciato. Sapete, da vero laziale, apprezzo quando un ex giocatore come lui non si limita a numeri e statistiche, ma ci porta dritti nel vivo delle emozioni. Lui ha visto la stessa cosa che abbiamo visto noi: una gara che non ha acceso gli animi come speravamo. E le sue parole risuonano come un eco dei nostri pensieri: “Grande noia sabato sera, si è ritornati un po’ all’inizio. Prendiamo questi aspetti positivi e…” Ecco, sentire questo da un nostro eroe mi fa riflettere su quanto la Lazio debba ritrovare quel fuoco che ci ha sempre contraddistinto.

Pensateci, noi laziali viviamo il calcio con passione pura, ogni goal è una vittoria personale, ogni pareggio una lezione da imparare. Rambaudi non sta solo criticando, sta invitandoci a prendere il positivo da una serata deludente – magari la solidità difensiva o un punto guadagnato in trasferta. Da tifoso, mi chiedo: è un passo indietro o un’opportunità per crescere? La squadra ha bisogno di quel “qualcosa in più” che solo noi, dal nostro posto sugli spalti, possiamo spingere a emergere. Insomma, questa analisi di Rambaudi non è solo un commento, è un richiamo allo spirito biancoceleste che ci unisce.

In fondo, come tifosi, dobbiamo trasformare queste riflessioni in motivazione per le prossime sfide. Quel pareggio contro il Cagliari potrebbe essere il campanello d’allarme che ci serve per rialzarci più forti, proprio come ha fatto Rambaudi sul campo. Forza Lazio, andiamo avanti con la testa alta e l’entusiasmo nel cuore – perché essere biancocelesti significa non arrendersi mai.

Torino Lazio: orario, probabili formazioni e dove vederla in TV

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La Lazio di Maurizio Sarri affronterà il Torino di Roberto D’Aversa. La sfida, valevole per la 27esima giornata di Serie A, sarà fondamentale per il proseguimento del campionati di entrambe le compagini. I biancocelesti sono chiamati a riscattare il pareggio esterno contro il Cagliari, mentre i granata dovranno risollevare una stagione che sembra maledetta.

Numerose insidie aspettano Mattia Zaccagni e compagni. Una su tutte: il cambio panchina tra le file torinesi. Il Presidente Urbano Cairo, infatti, ha esonerato in mattinata Marco Baroni, ex tecnico, tra le altre, della Lazio e Roberto D’Aversa, il nuovo coach, è pronto al suo esordio stagionale.

Torino Lazio: orario e dove vederla in TV

La partita dello Stadio Olimpico Grande Torino sarà trasmetta in diretta esclusiva per tutti gli abbonati alla piattaforma DAZN a partire dalle ore 18:00. Imperdibile l’appuntamento nel pre-gara con numerosi ospiti speciali e l’analisi tattica del match presentata dai massimi esperti della trasmissione.

Torino Lazio, le probabili formazioni: Sarri ragiona

TORINO (3-5-2): Paleari; Marianucci, Maripan, Coco; Pedersen, Vlasic, Prati, Casadei, Obrador; Simeone, Kulenovic.

  • LAZIO (4-3-3): Provedel (P); Marusic, Romagnoli, Provstgaard, Nuno Tavares; Dele-Bashiru, Cataldi (C), Taylor; Isaksen, Maldini, Zaccagni.
    • A disposizione: Motta, Furlanetto, Patric, Hysaj, Pellegrini, Belahyane, Przyborek, Noslin, Cancellieri, Ratkov, Dia.
    • Allenatore: Sarri.

Lazio: Risalire dalla crisi con la Coppa Italia nel mirino

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Un momento di difficoltà per la Lazio

La Lazio sta attraversando un periodo complesso, in cui le prestazioni sul campo non stanno soddisfacendo le aspettative. Il recente commento di Castellini del Bologna, che ha espresso rammarico per l’uscita della sua squadra contro i biancocelesti in Coppa Italia, evidenzia una situazione che, sebbene momentaneamente positiva, nasconde delle insidie.

La Coppa Italia come un’opportunità

Nonostante le difficoltà, la Coppa Italia rappresenta un’importante occasione di riscatto per la Lazio. Cardone ha sottolineato come la semifinale possa tenere viva la stagione, fungendo da catalizzatore per una ripresa collettiva. La competizione può, infatti, infondere nuova energia e citare entusiasmo anche tra i tifosi, ora più che mai legati alla squadra.

Necessità di un cambio di mentalità

Tuttavia, la situazione attuale non può essere ignorata. Rambaudi ha messo in evidenza l’atmosfera negativa che si è creata intorno all’ambiente laziale, invitando a un reset. È fondamentale che la squadra ritrovi la serenità e la determinazione necessarie per affrontare le sfide future con rinnovato vigore.

La Lazio è pronta per la sfida?

Ora più che mai, l’unità tra squadra e tifosi è cruciale. Con la semifinale della Coppa Italia all’orizzonte, i prossimi venti giorni saranno decisivi per capire se la Lazio può davvero trasformare la propria stagione. I tifosi si chiedono: riuscirà la Lazio a risollevarsi e conquistare un trofeo?

Ma davvero via Sarri? Con società in crisi, ambiente diviso, rosa debole e infortuni vari, il problema è lui?

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«Sarri via dalla Lazio»? Ma dai, siete seri? Ecco la rabbia di un tifoso biancoceleste che vede il vero disastro! #Lazio #ForzaLazio #Biancocelesti

Immaginate di essere sugli spalti dell’Olimpico, con il cuore che batte al ritmo dei nostri colori, e poi vi arriva questa notizia che fa saltare i nervi: «Sarri via dalla Lazio»! Siete seri? Come se l’allenatore fosse l’unico colpevole di tutto questo caos. Io, da tifoso passionale della Lazio, non ce la faccio a stare zitto – è come se stessero ignorando la vera tempesta che ci sta travolgendo.

Pensateci: la società è un vero e proprio sbando, con decisioni che sembrano prese al buio, senza una strategia chiara. Sento l’ambiente spaccato come mai prima, con i tifosi divisi e la squadra che barcolla senza un appoggio solido. Non è solo frustrazione, è una sensazione di tradimento, come se nessuno in alto stia remando dalla nostra parte. E la rosa? Non facciamoci illusioni, è debole, con giocatori che arrancano tra infortuni continui e prestazioni sottotono. Aggiungete quelle solite sviste arbitrali che ci costano punti preziosi – roba che ti fa stringere i pugni e urlare injustice dal divano.

Per qualcuno, però, il problema si riduce tutto all’allenatore, e qui scatta l’ironia amara. Come se mandare via Sarri risolvesse magicamente le lacune che ci trasciniamo da mesi. Io, con lo spirito biancoceleste che mi scorre nelle vene, vedo le cose con gli occhi di chi vive ogni partita come una battaglia personale: criticare è facile, ma prima dovremmo chiederci se non siamo noi, tutti insieme, a dover reagire. Questa non è solo cronaca sportiva, è la storia di una passione che merita di più.

Riflettendoci, da vero laziale, credo che il vero pericolo sia perdere la fede in questa squadra. Invece di puntare il dito, concentriamoci su come invertire la rotta – perché la Lazio non si arrende mai, e io continuo a credere in un futuro migliore. Forza, biancocelesti!

Provstgaard nel radar danese: il CT ci sta pensando sul serio. Sarà la volta buona?

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Che emozione, un altro biancoceleste pronto per la Nazionale! Provstgaard sta brillando e la Danimarca ci fa l’occhio #Lazio #Provstgaard #Danimarca

Come tifosi della Lazio, sappiamo bene cosa significa vedere un nostro giocatore emergere e attirare l’attenzione delle grandi scene. Oliver Provstgaard, il giovane difensore danese di 23 anni, è uno di quei talenti che sta rubando il cuore del nostro centrocampo difensivo, e ora si mormora che il CT della Nazionale danese stia pensando a una sua prima convocazione. Immaginatevi sugli spalti dell’Olimpico, con il rombo dei cori biancocelesti che echeggia, mentre lui stringe i denti partita dopo partita, diventando un pilastro per la squadra di Maurizio Sarri.

È passato poco tempo da quando Provstgaard ha iniziato a guadagnare spazio, ma già si sente l’impatto. Come riportato dal Corriere dello Sport, ha collezionato la sua quarta partita consecutiva da titolare in campionato, dimostrando una maturità che ci fa saltare sulla sedia per l’entusiasmo. Quel mix di tenacia e precisione che tanto ci piace vedere in un difensore laziale: intercetti vincenti, uscite pulite, e quella grinta che sembra dire “io ci credo fino in fondo”. Non è solo una statistica, è come se stessimo assistendo a una storia scritta apposta per noi tifosi, quella di un ragazzo che arriva dalla Danimarca e si integra alla perfezione nel nostro gioco.

Ma andiamo al succo: cosa filtra da quelle parti? Dalle voci che arrivano dalla Danimarca, il CT sta osservando da vicino le sue prestazioni, valutando se è il momento giusto per un debutto in Nazionale A. Per noi laziali, è un orgoglio puro – pensateci, un altro nostro erede che porta in alto i colori biancocelesti su palchi internazionali. Eppure, tra l’entusiasmo, c’è da riflettere: Sarri l’ha lanciato con fiducia, e noi dobbiamo sperare che questo non distragga Provstgaard dal focus sul campionato. Magari, con un po’ di ironia, ci chiediamo se i danesi sappiano quanto è dura lasciare la Lazio una volta che ci hai preso gusto!

In fondo, storie come questa ricordano perché amiamo questo sport: non solo per le vittorie, ma per i percorsi personali che ispirano. Provstgaard sta scrivendo la sua pagina nella storia biancoceleste, e se la convocazione arriva, sarà un’ulteriore conferma che la Lazio sa crescere talenti veri. Come tifosi, incrociamo le dita e continuiamo a spingere dal nostro posto sugli spalti – chissà dove arriverà questo ragazzo!

Rovella ko per infortunio: operazione in corso, stagione finita per lui e la Lazio

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Che colpo per la Lazio: Rovella si infortuna e dice addio alla stagione! #Lazio #ForzaBiancocelesti #RovellaOut

Immaginate di essere sugli spalti dell’Olimpico, con il cuore che batte forte per ogni azione dei nostri biancocelesti, e poi ecco che arriva quel momento che gela tutti: Nicolò Rovella, il nostro centrocampista centrale tanto voluto da Maurizio Sarri, si fa male durante la sfida contro il Cagliari. Non è stata solo una caduta sfortunata; è un infortunio serio, una frattura scomposta della clavicola destra che lo ha costretto a lasciare il campo anzitempo.

Come tifosi della Lazio, sappiamo bene quanto queste situazioni pesino sul morale della squadra. Rovella, con la sua energia e il suo gioco dinamico, era diventato un pilastro nel centrocampo di Sarri. Ora, mentre ci arrivano le notizie da Il Messaggero, lui è in sala operatoria per l’intervento necessario. È un duro colpo, perché significa che la sua stagione è finita qui, proprio quando stavamo iniziando a vederlo brillare.

Pensateci: quanti match abbiamo perso per infortuni del genere? Ma è proprio in questi momenti che emergesce lo spirito laziale, quel mix di passione e resilienza che ci fa dire “avanti, ragazzi!”. Rovella ha dato tutto in campo, e ora toccherà agli altri stepped up per coprire le sue assenze. Non è facile, ma come sempre, noi laziali saremo lì a sostenerli, con bandiere al vento e voci che non smettono di cantare.

In fondo, il calcio è fatto di alti e bassi, e questa è una di quelle prove che ci insegnano a essere più uniti. Rovella tornerà più forte che mai, ne siamo sicuri, e intanto la Lazio deve andare avanti con determinazione. Forza Lazio, sempre!>

La Lazio e la sua sfortuna cronica: media di 6 indisponibili per partita

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Oh no, un altro anno da incubo per la mia Lazio: infortuni che non ci lasciano respirare! #ForzaLazio #BiancocelestiSulCampo

Immaginatevi seduti sugli spalti dell’Olimpico, con il cuore che batte forte per la vostra Lazio, pronti a spingere i ragazzi verso una nuova stagione. Ma qui, all’inizio del 2025, è come se un’ombra scura ci abbia avvolti, trasformando l’entusiasmo in una lotta costante. Io, da tifoso appassionato, non posso fare a meno di sentirlo sulla pelle: la squadra di Maurizio Sarri non sta convincendo come dovrebbe sul campo, e gran parte della colpa va a questi maledetti infortuni che sembrano non finire mai.

Pensateci un attimo, come se stessimo rivivendo ogni partita: giocatori chiave che mancano all’appello, cambi improvvisati e una fluidità di gioco che va a rotoli. L’inizio del 2025 sembra essere segnato da un incubo che non ha mai fine per la Lazio, come ho letto con un mix di rabbia e preoccupazione. Ogni gara, ci ritroviamo con una media di circa 6 indisponibili, un numero che fa male al cuore. È frustrante vedere come questi infortuni stiano minando tutto, dalle tattiche ai momenti di gloria che meritiamo.

Da vero biancoceleste, non voglio solo lamentarmi, ma riflettere su quanto questo ci stia costando. È come se la malasorte ci seguisse ovunque, rendendo ogni allenamento una scommessa e ogni match una prova di resilienza. Eppure, proprio per questo, ammiro lo spirito della squadra: quei giocatori che resistono, che lottano con quello che hanno, mi fanno sentire orgoglioso. Ma basta, non possiamo continuare così; serve un cambio di fortuna per tornare a dominare il campo come so che possiamo.

In fondo, come tifosi, dobbiamo tener duro e credere che da questi momenti bui possa nascere qualcosa di grande. La Lazio è fatta di passione e determinazione, e se superiamo questo ostacolo, potremmo risplendere più che mai nel resto della stagione. Forza ragazzi, l’Olimpico è con voi!

La Lazio incassa un record negativo nell’era Lotito: solo 3 vittorie nelle ultime 14 gare

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Che dolore vedere la mia Lazio così in difficoltà: impoverita dal mercato e a rischio disastro, solo 3 vittorie nelle ultime 14! #ForzaLazio #Biancocelesti

Immaginatevi sugli spalti dell’Olimpico, con il cuore che batte forte per i colori biancocelesti, e poi vedete la vostra squadra arrancare partita dopo partita. È proprio questo il dramma che sto vivendo come tifoso della Lazio, con Maurizio Sarri al timone di una rosa che il mercato invernale ha reso ancora più debole. Non è solo frustrazione, è come se un’intera stagione stia scivolando via, lasciandoci con un senso di impotenza che brucia.

La realtà è cruda: la Lazio rischia di sigillare la peggior annata sotto la gestione di Claudio Lotito, un capitolo che potrebbe diventare il punto di rottura per tutti noi appassionati. Pensateci, siamo distanti 11 punti dalla zona Europa, un abisso che fa male al cuore. Nelle ultime 14 partite, abbiamo collezionato appena 3 vittorie, un record negativo che echeggia come un’eco sorda negli spogliatoi e tra i tifosi. Non è solo numeri su un foglio, è il riflesso di partite dove la grinta biancoceleste non basta più, dove errori e occasioni perse pesano come macigni.

Da vero laziale, mi chiedo come siamo arrivati qui. Il mercato invernale, che doveva rinforzarci, ci ha lasciati impoveriti, esposti alle sfide di un campionato spietato. È un misto di rabbia e riflessione, perché nonostante tutto, vedo ancora scintille di quel orgoglio che ci ha resi grandi. Ma ora, con questa distanza dalla Europa, il futuro sembra incerto, e non posso fare a meno di sperare in un’inversione di rotta.

In fondo, come tifosi, siamo fatti per sognare e lottare insieme alla squadra. Questa stagione potrebbe essere un campanello d’allarme, un’opportunità per rinascere più forti, ma solo se impariamo da questi errori. Forza Lazio, non arrendiamoci mai.