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Buona la prima, 2-1 al Bologna. Gol all’esordio per Kishna

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Primo tempo: per l’esordio in campionato mister Pioli si è affidato a Kishna schierato al posto di Felipe Anderson nel tridente offensivo. Di contro Delio Rossi lascia inizialmente in panchina Destro. Il Bologna nei primi minuti appare più concentrata dei biancocelesti che iniziano a giocare come sanno solo dal 10’ minuto. E’ di Candreva la prima palla gol del match: su cross di Kishna Romoletto la spizza di testa ma la palla accarezza il palo e si spegne sul fondo. Ancora Candreva si rende pericoloso con un gran tiro dal limite al 14’ ma Mirante devia in angolo. La Lazio cresce e trova il gol del vantaggio con capitan Biglia. L’argentino deposita in rete con un piatto sinistro al 17’ per l’1-0 laziale. Le aquile trovano fiducia e crescono sul piano del ritmo. E’ Kishna a raddoppiare al 23’ con un sinistro all’interno dell’area dopo una corta ribattuta della difesa rossoblu. Dopo una fase di stallo ci provano anche Basta e Keita ma Mirante dice no. Sul finire del primo tempo al 43’Radu si addormenta e lascia Mancuso involarsi in porta per il gol del 2-1. Partita riaperta e squadre negli spogliatoi per l’intervallo.

Secondo tempo: la ripresa inizia con una brutta notizia per la Lazio. Biglia costretto ad uscire per infortunio. Si parla di problema al polpaccio. Al suo posto Cataldi. La Lazio inizia ad accusare le stanchezza per la Champions e il Bologna predomina a centrocampo. Pioli corre ai ripari inserendo Milinkovic Savic per uno stanco Lulic. E’ Candreva a rendersi però pericoloso per la Lazio: grande azione in solitaria, salta tre uomini poi Mirante gli nega la gioia dell’eurogoal. Anderson per Candreva al 75’ e il Bologna inserisce Destro. Brivido finale quando Brighi si vede negare il gol del pareggio da un attento Berisha. Termina 2-1 per la Lazio al termine di una partita dai due volti.

Marco Corsini


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LA NOSTRA STORIA Il Mito biancoceleste: Giorgio Chinaglia

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Il 24 gennaio 1947 a Pontecimato, frazione di Carrara, nasceva l’attaccante più forte e più amato che abbia mai indossato la maglia della Lazio: Giorgio Chinaglia.

Giorgio Chinaglia frequenta la scuola cattolica St. Peter’s e poi la Lady Mary grammar school. Qui conosce l’allenatore della squadra di rugby della Lady Mary che gli propone di allenarsi con loro. È il padre a rifiutare affermando che un italiano deve giocare solo al calcio. E così Giorgio inizia a giocare a pallone. Dopo poco tempo viene inserito sia nella squadra scolastica di calcio che in quella di rugby. Intanto il padre, dopo anni di sacrifici, abbandona la fabbrica ed apre un ristorante, il ‘Mario’s Bamboo Restaurant’, ricavandone ottimi profitti. Oltre a frequentare la scuola e il campo di allenamento la sera aiuta facendo il cameriere o lavando i piatti.

Il pallone però è il suo credo: segna reti a grappoli e un osservatore del Cardiff City gli propone di presentarsi a un provino ma Chinaglia rifiuta di farlo. È lo Swansea a portarlo nelle sue giovanili e Giorgio inizia la sua carriera. Aiutato dalla fortuna a causa di una decimazione dei titolari dovuta a infortuni e squalifiche viene convocato esordendo in una gara di Football League Cup contro il Rhotheram non ancora sedicenne. Solo l’anno dopo contro il forte Portsmouth farà la sua seconda apparizione in prima squadra. Nel 1966 però il club, non credendo nelle sue qualità, lo lascia libero. Il padre, che nel frattempo si trovava in vacanza a Massa, era riuscito a trovare un accordo con la Massese. L’esordio di Giorgio Chinaglia nel calcio italiano avviene proprio in un’amichevole contro la Lazio pareggiata per 2-2, dove realizza anche una rete di tacco.

L’ARRIVO ALLA LAZIO

Chinaglia arrivò così alla corte di Juan Carlos Lorenzo, insieme a Pino Wilson, in cambio di 200 milioni di lire. Nonostante il carattere forte di Giorgio il tecnico argentino ne capì subito i pregi e i difetti e in poco tempo Giorgione fu pronto per l’esordio in serie A, che avvenne alla seconda giornata contro il Bologna. La svolta della sua carriera avvenne in una gara in casa con il Milan quando, dopo un primo tempo giocato senza aver quasi mai visto la palla, nel secondo, caricato a mille da Lorenzo, tornò in campo e segnò la prima rete di una lunga serie. Nel suo primo anno in biancoceleste la Lazio arrivò ottava e lui segnò 12 reti. Nella stagione successiva le cose andarono malissimo, la Lazio arrivò penultima in classifica e il tecnico pagò con l’addio.

GIORGIO E MAESTRELLI

Al posto di Lorenzo fu ingaggiato Tommaso Maestrelli, che quell’anno aveva guidato il Foggia. Sembrava una fesseria allontanare un tecnico per prenderne un altro che con la sua squadra aveva avuto la stessa sorte retrocedendo anch’egli ma quella del presidente Lenzini, dopo poco tempo, si rivelò la scelta più importante che potesse prendere per la storia della società biancoceleste. Maestrelli fu accolto con diffidenza ma, ben presto, grazie alla sua bonaria e saggia figura i giocatori cominciarono a ritenerlo un padre. I due assieme furono capaci di portare la squadra biancoceleste di nuovo in serie A per arrivare a sfiorare, da neopromossa, lo scudetto 1972/73.

La stagione successiva, Chinaglia con 24 goal, fu l’artefice del primo Scudetto. Lo spogliatoio biancoceleste era diviso in due: c’erano due gruppi distinti che si cambiavano in spogliatoi separati, che a mensa sedevano in tavoli diversi, che alle partitelle se le davano di santa ragione fino a farsi male davvero, tanto che alcuni erano costretti a saltare la partita la domenica successiva. Da quel magico momento però, complice il suo caratteraccio, tutto sembrò andare storto.

GLI ANNI SEGUENTI

A cominciare dalla Nazionale, partita per Monaco 74. Contro Haiti, Valcareggi,  decise di sostituirlo con Anastasi. Giorgione andò verso la panchina, facendo il gesto dell’ombrello. Con la Lazio del dopo scudetto, invece, ottenne un terzo posto. Al Cosmos Giorgione giocò al fianco di campioni come Pelé, Franz Beckenbauer. Chinaglia fu il miglior marcatore della North American Soccer League.  Vinse il premio per il miglior marcatore della NASL nel 1976, 1978, 1980, 1981 e 1982. Venne giudicato miglior giocatore del torneo nel 1981.

CHINAGLIA PRESIDENTE

Nel 1983 ritorna in Italia per diventare il Presidente della Lazio. L’anno dopo la Warner Communications gli cedette parte delle azioni dei Cosmos.  Al termine dello stesso anno Chinaglia fu costretto a cedere anche la Lazio, sempre per problemi economici, a Franco Chimenti. Muore il primo aprile del 2012. Da allora riposa al cimitero di Prima Porta al fianco del suo “Maestro”, Tommaso Maestrelli.

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