Biglia, il tanguero biancoceleste

Il centrocampista argentino Lucas Biglia, ieri a Verona, è tornato a disposizione di mister Pioli dopo l’infortunio riportato nella prima giornata contro il Bologna, dimostrando ancora una volta, se ancora ce ne fosse stato bisogno, di essere l’uomo che nella compagine biancoceleste fa la differenza. La sua assenza è stata pesante e la squadra ne ha risentito perdendo per strada punti e sicurezza in se stessa. Ieri, contro la squadra di Mandorlini, nonostante i pochi giorni di allenamento sostenuti, ha ripreso per mano i compagni conducendoli al successo sulla formazione scaligera. Successo che in trasferta mancava da maggio della scorsa stagione, precisamente dalla ormai lontana trasferta vittoriosa del San Paolo, quando i biancocelesti si imposero per 4-2 nello scontro diretto con il Napoli che consentì alla squadra di Pioli di assicurarsi il preliminare di Champions. Ora l’uomo di Mercedes, cittadina dove ha avuto i natali il 30 gennaio del 1986, è tornato, e la Lazio, anche se ci sarà ancora molto da lavorare, ha dimostrato di poter tornare ad essere quella del campionato precedente che fece sognare i tifosi biancocelesti. Sul campo Lucas illumina e affascina con la sua classe, la sua forza di volontà ed il modo con il quale dirige i compagni. Quelle stesse caratteristiche che lo hanno portato a diventare un punto fermo della nazionale albiceleste di Gerardo Martino e che potranno portare la squadra romana a compiere quel salto di qualità che mancava per raggiungere grandi traguardi. Con lui in campo ad orchestrare lo spartito del tecnico emiliano nulla è precluso ed i sostenitori biancocelesti possono tornare a volare stringendosi attorno alla squadra in un caldo abbraccio appassionato, lasciandosi trasportare come sulle note di una dolce melodia di un tango argentino abilmente condotto dal tanghero sudamericano.

 

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