SERIE A

Classifica Serie A

Giornata 11
#SquadraPGDRPt
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2Roma11+2127
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8Bologna11+217
9Cagliari11-516
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CASO CUCCHI – Tre carabinieri sotto inchiesta. Ilaria Cucchi: “Non è finita”

Aggiungi come fonte preferita su GoogleSeguici più facilmente nelle notizie consigliate Tre carabinieri sono sotto inchiesta per la morte di Stefano Cucchi tra cui Roberto Mandorlini ex vicecomandante della stazione di Tor Sapienza dove il ragazzo fu portato la notte dell’arresto (il 15 ottobre 2009), indagato per falsa testimonianza. Questo è...

Tre carabinieri sono sotto inchiesta per la morte di Stefano Cucchi tra cui Roberto Mandorlini ex vicecomandante della stazione di Tor Sapienza dove il ragazzo fu portato la notte dell’arresto (il 15 ottobre 2009), indagato per falsa testimonianza. Questo è quanto riporta il Corriere della Sera stamattina. Gli altri due uomini sotto inchiesta sono Alessio Di Bernardo e Raffaele D’Alessandro che rischiano l’iscrizione al registro degli indagati per lesioni colpose.

Secondo i risultati del processo, Cucchi sarebbe stato malmenato più volte dal momento dell’arresto fino alla detenzione in carcere, passando per le mani degli agenti di custodia. Ma per la prima volta sarebbero coinvolti anche i carabinieri contrariamente a quanto avvenuto nella prima inchiesta. Queste sono le prime novità dell’inchiesta bis della Procura di Roma. Dopo l’assoluzione in corte d’appello di medici e agenti della penitenziaria la Procura si è mossa, sollecitata in parallelo da un nuovo esposto della famiglia Cucchi e dalle indicazioni sulla falsa testimonianza di Mandolini fornite dal presidente della Corte d’appello. Ora il pubblico ministero Giovanni Musarò, al quale è affidata l’inchiesta bis, dovrà accertare anche eventuali omissioni dei militari.

C’è però un mistero: né Di Bernardo né D’Alessandro risultano ufficialmente fra chi eseguì l’arresto di quella notte. E allora, come e perché lo avvicinarono? E perché mai, successivamente, non fu fatto il fotosegnalamento presso il comando provinciale dai carabinieri di Roma, come prevede la procedura? La spiegazione offerta in aula da Mandolini è stata la seguente: «Il signor Cucchi mi disse che non gradiva sporcarsi con l’inchiostro per gli accertamenti dattiloscopici (impronte, ndr) e fotosegnaletici. Dopo questa sua richiesta non ho ritenuto necessario farlo, visto che era una persona tossicodipendente, non l’ho voluto sforzare a fargli questa identificazione e non gli feci fare questi rilievi». Da questo passaggio, ora, bisognerà risalire per accertare la verità.

Fabio Anselmo, legale della famiglia Cucchi ha commentato questi nuovi dettagli emersi dall’inchiesta bis: “Prendiamo atto con soddisfazione la notizia che ci sarebbero tre carabinieri sotto inchiesta per la morte di Stefano Cucchi. Credo si tratti solo dell’inizio; la verità sta venendo a galla. Abbiamo raccolto elementi che crediamo siano di grande contributo per far luce sull’intera vicenda, e li abbiamo immediatamente portati in procura – riporta l’agenzia Ansa -. Sono certo che la procura avrà fatto molto di più. Questi elementi riguardano sia aspetti medico-legali sia la ricostruzione degli eventi dei quali è rimasto vittima Stefano. Lui è stato pestato probabilmente più volte e poi è morto in conseguenza di quei pestaggi”.

Anche Ilaria Cucchi, sorella della vittima, ha commentato queste nuove indagini a GR1: “In questi anni non ci siamo mai fermati, né io né il mio avvocato. Incontreremo lunedì il procuratore capo. Questa è la prima delle novità che ci saranno sul caso della morte di mio fratello. Io l’avevo detto: non era finita”.

 

 

 

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