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Inesperienza e disattenzione frenano la Lazio ma c’è luce in fondo al tunnel

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A piccoli passi la sta lentamente crescendo. Dopo i tre punti conquistati in campionato domenica scorsa contro l’Udinese, ieri sera nell’esordio in ha sfiorato la vittoria con il . La squadra di Pioli non è riuscita a bissare il successo e le colpe sono state molteplici. A prescindere dall’errore del direttore di gara, che ha protratto l’incontro oltre il tempo di recupero, sono stati gli uomini del tecnico emiliano a sprecare una grande occasione. Nonostante in campo la Lazio abbia schierato solo pochi titolari, i biancocelesti sono stati padroni del campo. Dopo il vantaggio raggiunto con il gol di Milinkovic-Savic, all’esordio dal primo minuto sia con la Lazio che nella competizione, gli uomini di Pioli hanno sfiorato più volte il raddoppio ma non sono riusciti a centrarlo. Si sa, il calcio è così, se sbagli molto rischi di pagarla cara e questo si è verificato ancora una volta. Un errore nel finale dell’incontro, quando i biancocelesti in campo erano ormai con la testa sotto la doccia, sicuri di aver conquistato i primi tre punti di questa nuova avventura europea, è arrivata la beffa finale. La squadra laziale, con tutti quei giovani sul terreno di gioco, ha peccato di inesperienza e presunzione, anche se ad onor del vero il gol subito è stato un concentrato di errori ma quello più grande è stato lasciare tre uomini del Dnipro incustoditi nel settore sinistro del reparto arretrato biancoceleste. L’incontro era agli sgoccioli sarebbe bastato essere più attenti e precisi nel rinviare il pallone e nel coprire gli spazi… ma come prendersela con degli esordienti che in campo hanno dato tutto ciò che avevano quando lo sbaglio maggiore viene fatto, per l’ennesima volta, da Radu, uno dei veterani di questa squadra. Il romeno non riesce a tornare quell’elemento che i tifosi laziali hanno imparato ad amare, in campo spesso ripete gli stessi errori, sembra giocare con il freno a mano tirato, è disattento e non riesce a mantenere la concentrazione necessaria fino al novantesimo. Comunque, anche se la partita per come è terminata ha lasciato l’amaro in bocca a tutte le componenti biancocelesti, c’è da essere fiduciosi. La squadra ha dato segnali di risveglio, i giocatori cominciano a capire il tipo di gioco che vuole il tecnico, le gambe cominciano a girare nel verso giusto e la dimostrazione si è avuta fino all’evitabilissimo errore finale. In questo momento non bisogna puntare il dito ne contro la squadra ne contro i singoli ma solamente aspettare che l’amalgama e la forma dei giocatori raggiungano l’apice perchè tra tante spine ancora da estirpare si iniziano a vedere bagliori di luce che fanno presagire un futuro migliore per la truppa di Pioli.

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LA NOSTRA STORIA Tanti Auguri a Roberto Muzzi

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Nasce a Roma il 21 settembre del 1971 Roberto Muzzi. Inizia a giocare nel Morena, poi passa alla Procalcio Italia e infine alla Roma. Nel 1993 viene ceduto in prestito in Serie B al Pisa. L’anno successivo passa al Cagliari, dove gioca fino al 1999 quando si trasferisce all’Udinese.

Nella stagione 2003-2004 Roberto Muzzi arriva alla . In biancoceleste resta per tre stagioni prima di trasferirsi al Torino in Serie B. Al termine della stagione 2006-2007, a 35 anni, scaduto il contratto sportivo contatta i vertici societari per il rinnovo ma riceve la proposta di entrare a far parte dello staff degli allenatori del settore giovanile granata. Dopo una pausa di riflessione decide di scendere di categoria, fino alla Serie C1, firmando un biennale con il Padova. Nell’agosto del 2009 il Villafranca Veronese, squadra neopromossa in Serie D, aveva avviato una trattativa ma il 5 agosto Muzzi dopo averci pensato ha rifiutato l’offerta deciso ad intraprendere la carriera da allenatore iscrivendosi al corso di Coverciano per conseguire il patentino di 2ª categoria.

Nel 2009 diviene allenatore della squadra Esordienti della Roma. Il 1 luglio 2011 passa alla guida dei giovanissimi provinciali. L’anno successivo passa ai giovanissimi regionali. Il 3 febbraio 2013 diventa vice allenatore della Roma dopo l’esonero di Zdeněk Zeman e la nomina di Aurelio Andreazzoli come nuovo tecnico dei giallorossi. Il 10 giugno lascia i giallorossi insieme ad Andreazzoli, ma il 4 luglio 2014 ritorna nel ruolo di tecnico dei giovanissimi Nazionali. A novembre 2015 viene scelto da Andrea Stramaccioni, suo collega nelle giovanili giallorosse, come suo vice al Panathīnaïkos. In seguito diventa Collaboratore tecnico di mister Andreazzoli all’Empoli nella stagione 2018-2019 e successivamente anche nella sua avventura al Genoa nella stagione 2019-2020.

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