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Il legame unico tra i tifosi e la Lazio: una passione oltre il calcio

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Jaap Stam è stato uno dei giocatori più apprezzati nei primi anni duemila in maglia biancoceleste. Il difensore olandese non si è forse distinto per attaccamento alla maglia (il club rischiò la messa in mora col presidente Cragnotti che dovette pagare il suo solo stipendio per evitare che si accumulassero arretrati) ma sicuramente la sua classe e la sua potenza ne facevano un elemento di rara efficacia. La sua grinta era proverbiale così come un certa difficoltà nell’adattarsi agli usi e costumi del calcio italiano.

La stagione più difficile di Stam fu paradossalmente la prima: paradossalmente in quanto fu l’unica in cui ebbe la possibilità di comporre una coppia di difensori centrali stellare al fianco di Alessandro Nesta. Ma si sa, non sempre le cose nel calcio vanno come previsto, e la squadra allora allenata da Zaccheroni scatenò spesso e volentieri il malumore dei tifosi. Tanto che in un’intervista rilasciata alla stampa olandese, per la precisione al sito voetbalrss.be, Stam ha ricordato l’episodio in cui: “Durante una sessione di allenamento in palestra il nostro Team Manager (presumibilmente Maurizio Manzini ndr) fece il suo ingresso in palestra accompagnato da quattro tifosi che ebbero con noi un acceso confronto. Volevano parlare con noi a ogni costo. In quel momento mi sono chiesto chi fosse quel branco di pazzi, ma in Italia sono abituati a certe situazioni.

Fabio Belli