CONFERENZA – Rudi Garcia: “Io re di Roma? No, l’unico re di Roma è il Libanese”

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Dopo Pioli, ha parlato in conferenza Rudi Garcia. Ecco le sue parole:

Mister compliementi, dopo il vantaggio la sua squadra ha giocato nel modo più congeniale, è così?

“Sì, dopo il gol del vantaggio è andato tutto liscio: pressavamo alto, Vainqueur e Nainggolan aggredivano i loro portatori di palla e abbiamo sfruttato al meglio la velocità di Gervinho e Salah”.

La Roma grazie a questa vittoria tiene il passo dell’Inter, nonostante oggi c’erano tantissimi giocatori che giocavano per la prima volta il derby e in campo non ci fosse nessun romano….

“La classifica dice questo. Dobbiamo essere così in ogni partita. con 7 nuovi giocatori per un derby può anche essere una piacevole novità. Piano piano, dobbiamo far capire ai nuovi innesti per chi giocano e il posto di chi sostituiscono. Per esempio Vainqueur ha fatto una grande gara, sia su Biglia, sia nel tener la palla. Questi giocatori danno tutto per il collettivo e per la squadra. Abbiamo visto immagini di sana rabbia e grinta, ed è così che si vincono le partite. Quando i giocatori vogliano qualcosa, la possono ottenere. Stiamo a un punto dell’Inter e prima del match sono andato a parlare con due-tre giocatori (Dzeko-Nainggolan e Manolas). Loro sono solo tre leader, ma nel mio gruppo ci sono molti giocatori di valore. Ecco, a loro ho chiesto la giusta concentrazione e di guidare tutto il gruppo alla vittoria. Credo che si siano dimostrati all’altezza della situazione”.

Mister una volta lei disse : “Io non sarò mai un problema per la Roma”. Ora, a questo punto della sua esperienza, si sente un punto di riferimento per questa società?

“A parte il Papa e Francesco Totti, che è uno dei Re di Roma, l’unico re di Roma è il Libanese. Noi dobbiamo continuare con il nostro gioco e, come contro la Fiorentina, anche oggi contro la Lazio abbiamo cercato di imporre io nostro gioco. Partite diverse ma l’importante è vincere. Scusatemi ma ora devo andare a vedere la serie Romanzo Criminale”.

Dal nostro inviato
Davide Sperati

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