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DERBY – Parla Gabrielli: “Le barriere si possono togliere se…”. Tifosi: “Regime repressivo”

Il derby del silenzio, questo è il risultato domenica delle scelte del Prefetto Gabrielli per quanto riguarda la divisione delle due curve romane. “Il mio problema è l'incolumità -  le sue dichiarazioni al Corriere dello Sport - quando sono arrivato a Roma a fare il prefetto e sono andato allo stadio le prime volte, il questore mi ha mostrato come, grazie allo scavalco e al passaggio dai distinti, a fronte di una capienza dichiarata di 8.700 posti si arrivava 11-12000. C'erano posti “finti” da cui non è possibile vedere la partita, mi chiedo come gli si potesse dare l'agibilità. Lo stadio è un luogo di pubblico spettacolo e dunque deve essere sottoposto a tutte le discipline del caso, comprese capienze e misure di sicurezza - continua - se questi signori immaginano che le curve siano zone franche dove possono fare quello che vogliono, allora non ci sarà possibilità di risolvere la cosa. Devono dimostrare che la curva si possa gestire in modo diverso. Ma se ci sono, gli opinion leader, chiamiamoli così, che hanno una concezione proprietaria della curva e ce l'hanno anche anche in riferimento a situazioni non legalitarie, allora no. Perché lì si che diventa un muro contro muro. E noi non siamo interessati. Mi aspetto che tornino allo stadio a tifare e rispettando le regole. Per questa gente la curva è casa loro. Invece no. Non devono pensare “a casa nostra queste cose tu non le fai”. La casa è quella dove risiedi. E se, allo stadio, non rispetti le regole non paghi solo te, ma anche chi non le fa rispettare. Allora il tifoso torni in curva e si comporti come deve, poi le barriere come sono state messe si levano: non sono di cemento armato. Questo è un ragionamento di buon senso, è un peccato avere le curve vuote. Queste misure non hanno natura punitiva, ma preventiva. Se siamo tornati indietro, è perché i comportamenti non si evolvono. L'aiuto delle società? C'è stato atteggiamento e atteggiamento. Lotito è stato molto più collaborativo, la Roma ha solo subito”.

Derby di notte - Il Prefetto affronta anche l'argomento di un possibile ritorno del derby della Capitale in notturna: “Io dialogo con tutti. Ma se non vogliono avere filtraggi e rifiutano alcun tipo di controllo, che confronto sarebbe? Questa situazione è stato il frutto di una totale anarchia, senza stewart. Diversamente non avrei mai approvato un piano del genere. I tifosi ora possono solo tornare allo stadio e stare continuativamente nelle regole. Il derby di notte? In questo clima di tensione meno che mai”.

Risposta dei tifosi - Verso Trondheim, al seguito della Lazio impegnata in Europa League contro il Rosenborg, ci sono circa 300 laziali. Nell'occasione hanno ribadito la loro posizione nei confronti del Prefetto: “Bisogna stare attenti ad esporsi. Nella partita d'andata con il Rosenborg, per lo striscione “Questa curva non si divide”, alcuni di noi sono stati chiamati in Questura a dare giustificazioni. Non avevamo insultato nessuno, così non c'è più libertà di espressione. Si è spostata l'attenzione sul tifoso, bisognava invece far funzionare l'organizzazione già esistente Il problema di capienza non può giustificare le barriere. Il problema delle persone che scavalcano nelle curve è sempre esistito, allora perché non hanno lasciato gli stewart ai lati del settore? E perché non diffidano o puniscono chi lo fa? Le regole ci sono, basta applicarle. Qui invece è stato introdotto un regime repressivo che non trova giustificazioni valide. Grazie ai sistemi di video-sorveglianza, chi sbaglia può essere rintracciato e punito. Ci conoscono, siamo gli stessi da anni. All'Olimpico non succede nulla da anni”. Le perquisizioni allo stadio ed il confronto con gli altri Paesi Europei: “Le perquisizioni sono ripetute, quasi snervanti. Ne fai una e dopo cinque metri ti chiedono di nuovo di toglierti le scarpe. Siamo al limite della provocazione, sembra che non aspettino altro che qualcuno perda la pazienza. Siamo nella capitale d'Italia e si mettono le barriere. A Dortmund, nelle partite di Bundesliga, vengono tolti i seggiolini e la curva diventa una gradinata da 30 mila spettatori”.

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Redazione Laziochannel

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