Mercato Lazio, Fabiani spia il Regno Unito: la corsa a Kennedy si complica tra tre contendenti
Il sogno Kennedy si allontana e la Lazio cambia rotta. Il nome del giovane talento brasiliano sembrava il jolly perfetto per l’attacco biancoceleste, ma la trattativa con la Fluminense si è gelata bruscamente. Il motivo? Un muro insormontabile chiamato prezzo: i sudamericani chiedono tra i 10 e i 12 milioni, mentre la società di Lotito e Fabiani ha un tetto massimo di 8 milioni da spendere. E così, quel sogno da novanta che avrebbe potuto dare nuova linfa alla linea offensiva della Lazio si è trasformato in un miraggio.
Ora a Formello si guarda con attenzione altrove, con gli occhi rivolti oltremanica. Non c’è dimenticanza della necessità di un attaccante giovane, ma la strategia cambia volto e si affida al mercato inglese, più precisamente alle fertile “miniere” di talenti che sono Championship e League One. Qui, il club biancoceleste spera di pescare un bomber dal profilo promettente, capace di crescere con Gattuso e di diventare una certezza per il presente e il futuro.
Tra i nomi che stanno animando i pensieri di Fabiani e soci c’è Dom Ballard, 21 anni, attaccante del Leyton Orient. Non un calciatore qualunque: 23 gol nell'ultima stagione in League One e titolo di capocannoniere. Un bomber giovane, versatile, con la fame giusta per vestire la maglia biancoceleste. Un’opzione che coincide bene con quel modello di attaccante capace di esprimersi subito e di farsi apprezzare anche sul piano economico per future cessioni.
Non solo Ballard. Nel mirino della Lazio ci sono anche Damion Downs, stella nascente di 22 anni del Southampton, con un’esperienza formativa importante vissuta in Bundesliga grazie al prestito all’Amburgo. Un profilo differente, giovane e di prospettiva, che può rappresentare un investimento a medio-lungo termine per i biancocelesti. Poi c’è Ante Crnac, altro 2002 di proprietà del Norwich, attaccante con caratteristiche tecniche interessanti e quel pizzico di imprevedibilità che Gattuso potrebbe sfruttare.
Il mercato Lazio dunque prende una piega diversa, più riflessiva e coraggiosa. La scelta di andare a sondare Championship e League One non è casuale: si tratta di campionati dove talenti giovani e affamati aspettano solo di emergere, ma anche di realtà dove i costi sono più abbordabili rispetto a piste sudamericane ormai troppo onerose. Una strategia che riflette anche i limiti della società biancoceleste sul mercato ma al tempo stesso la volontà di non svendere il progetto.
C’è però la domanda che attanaglia la piazza: basteranno davvero questi nomi per un attacco che deve tornare a far sognare? Gattuso spinge per un calcio aggressivo e di personalità, ma quello che serve soprattutto è un bomber che sappia incidere nei momenti decisivi. Il rischio è che, ancora una volta, la Lazio resti con un reparto offensivo incompleto o non all’altezza delle aspettative.
“Così non si può andare avanti”, è il pensiero che circola tra molti tifosi, stanchi di vedere trattative cruciali fermarsi per divisioni nette tra società e controparti. A Formello ora serve chiarezza, serve un segnale forte che convinca la piazza e rinvigorisce lo spogliatoio. Perché, diciamolo chiaro, il mercato passa ma certe sensazioni restano. E la Lazio non può più permettersi errori o cali di ambizione.
Il dossier Kennedy è stato accantonato, ma quello che succederà ora con Ballard, Downs e Crnac può scrivere un nuovo capitolo della storia biancoceleste. Resta il fatto che il confronto con il passato recente di lotte e difficoltà societarie impone poche alternative: o si fa sul serio o si rischia di perdere un’altra occasione. La domanda ora è inevitabile: riuscirà Lotito a trasformare queste idee in fatti concreti, capaci di riportare la Lazio dove merita? Perché in casa biancoceleste certe scelte non passano mai inosservate.