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«Derby senza tifosi? La tomba del calcio»

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Il prefetto di Roma Franco Gabrielli
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La divisione delle curve, il derby del silenzio, la protesta continua senza sosta. Domenica pomeriggio laziali e romanisti non entreranno all’Olimpico, lo sciopero è dettato dalle nuove disposizioni stabilite dal prefetto Gabrielli: «Trovo un po’ immorale che nell’ultimo derby lo stato abbia dispiegato 1.700 uomini per garantire lo svolgimento di una partita di calcio – aveva detto il prefetto – a fronte del fatto che in alcuni municipi ci si lamenta di non trovare neanche una pattuglia dei carabinieri. Principalmente con un’assunzione di responsabilità da parte dei club. Le società? Hanno subito la nostra decisione e, sia pure con atteggiamenti di collaborazione diversi, credo non ci abbiano dato una mano». Pochi biglietti venduti e un clima surreale, niente coreografie o sfottò. Appena 1500 sponda biancoceleste, 3 mila dall’altra parte del Tevere, numeri agghiaccianti considerando il passato. I tempi in cui le due tifoserie si sfidavano con spettacoli straordinari è lontano. Come quando le due curve si strinsero intorno al nome di Gabriele Sandri: Cristiano andò in nord. Giorgio si accomodò in sud. E proprio il papà di Gabbo (il figlio è stato ucciso l’11 novembre del 2007 dall’agente Spaccarotella) ha analizzato con attenzione il periodo storico che sta attraversando il tifo capitolino.

Divisione delle curve, controlli esasperati e sempre meno gente allo stadio. Che sta accadendo?

«Credo sia solo un modo per allontanare i tifosi dall’Olimpico, continuando così morirà la passione per questo sport. Oggi non andranno più allo stadio, domani non faranno più gli abbonamenti alle tv. Senza il trasporto della gente non si va da nessuna parte, con questa iniziativa la sicurezza non è garantita per niente».

Perché?

  "Lazio squadra da Europa League". Frecciata di un ex calciatore

«Dentro gli stadi non accade più nulla da 10-15 anni, se all’esterno succederà qualcosa dovranno prendersi le loro responsabilità».

Secondo lei le società possono intervenire?

«Non credo sinceramente che possano fare qualcosa, non hanno impianti di proprietà o strumenti adatti per risolvere il problema. In Inghilterra hanno gli strumenti per mettere fine a certe situazioni, le colpe principali in Italia sono soprattutto delle strutture che non ci sono».

Domenica le due curve non entreranno. Che derby sarà?

«Sarà una tristezza vera, la stracittadina senza tifosi è la tomba del calcio. Ripeto, oggi le curve sono vuote, domani le televisioni non venderanno abbonamenti. Il prefetto Gabrielli avrà le sue ragioni, ma ci pensi bene, mantenere una certa distanza non porta a nulla, è un atteggiamento sbagliato. Un passo in avanti, ogni tanto, potrebbero farlo anche loro verso i cittadini».

Il suo ricordo più bello legato ad un derby?

«Quando andavo allo stadio da ragazzo era ancora meno sicuro, si stava tutti insieme e per ore intere si aspettava l’inizio della partita. Ricordo il gol di Nanni contro la Roma, c’era un clima diverso, magari ci scappava qualche ceffone, però era tutto più leggero. Ora è cambiato completamente lo spirito, un vero peccato».

Fonte : Il Tempo


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Gascoigne sulla Curva Nord: “La porterei con me all’Isola dei Famosi”

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Parole al miele di Paul Gascoigne sulla Curva Nord, alla vigilia della partecipazione dell’ex asso inglese all’Isola dei Famosi.

Così Gascoigne sulla Curva Nord: “La porterei con me sull’Isola, oltre a mio padre. Ho adorato quei tifosi. Quando guardo le partite della Lazio, penso sempre ai cori che mi dedicavano“. Una nuova esperienza per ‘Gazza’, dopo anni di buio: “Sono affondato e riemerso. Adesso vorrei mettermi il peggio alle spalle e trovare pace“. Poi, tornando sui tifosi biancocelesti: “Furono straordinari con me. A Roma ho trascorso tre anni e mezzo fantastici, nonostante l’infortunio. I ricordi più belli? Sicuramente il gol alla Roma nel derby. Ma anche quello al Pescara, dopo aver saltato quattro avversari“. Ricordi anche per gli ex compagni: in particolare Sclosa, Casiraghi e Signori, quelli con cui ha legato di più nella sua avventura capitolina. All’epoca sulla panchina biancoceleste c’era Dino Zoff: Gascoigne lo definisce una persona perbene, oltre che un mito del calcio. Infine, un pò a sorpresa, elogi per il ‘rivale’ sull’altra sponda del Tevere, Francesco Totti: “Un calciatore straordinario, che ha compiuto una grande impresa, un’intera carriera con una sola maglia“.

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