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Scudetto 1915, giù le mani dalla petizione! Federico Buffa vuole un titolo per il Genoa…

Diffidate dalle imitazioni, si diceva negli anni ottanta quando la pubblicità sembrava essere la nuova frontiera della comunicazione. La petizione partita da pochi mesi per l'assegnazione dello scudetto 1915 ex aequo con il Genoa per la Lazio (firma QUI) si avvia orma a grandi passi verso le 30.000 firme. Traguardo decisivo per l'ingresso in campo della società in una battaglia che potrebbe legittimamente garantire il primo scudetto della Capitale, in quella che è stata come si può notare una stortura giuridica mai analizzata a dovere.

Campionato interrotto per motivi bellici, 100 anni fa l'Italia partecipò alla Grande Guerra con tanti atleti laziali partiti per il fronte. Un sacrificio che non venne ricordato quando, cessate le ostilità e riprese le attività sportive, la Federazione assegnò lo Scudetto solo ai campioni del centro-nord, il Genoa. Poco importa che la finalissima dovesse essere ancora disputata. E la squadra che in quegli anni era la regina del centro-sud, la Lazio, nonostante i meriti di guerra acquisiti e sotto gli occhi di tutti, rimase senza il giusto riconoscimento.

Eppure l'iniziativa, partita dall'idea dell'avvocato Gian Luca Mignogna e gestita dalla Consulta Biancazzurra con il patrocinio di diverse testate giornalistiche (tra le quali laziochannel.it), è stata travisata da molti. In queste settimane sono fioccate le richieste di scudetti assegnati a tavolino, a partire dall'Udinese del 1896 (per un campionato giocato quando ancora la Federazione non esisteva), fino al Torino del 1927 ed ora il Genoa del 1925. Sì il Genoa, come specificato da uno dei giornalisti più noti di Sky, Federico Buffa, che a Genova per il suo spettacolo teatrale ha rilasciato un'intervista a "La Repubblica" della quale riportiamo il passaggio più interessante:

E poi un capitolo a parte merita lo scudetto scippato del '25 (al Genoa ndr). Quello delle cinque finali col Bologna e delle pistolettate al treno dei tifosi genoani. Il Times ha fatto una classifica dei più grandi scandali dello sport mondiale e ha inserito al primi posto proprio lo scudetto rubato al Genoa... "Il presidente della Federcalcio era Arpinati, che era anche il podestà di Bologna e dopo il 25 aprile venne ucciso dai partigiani. Chi ha studiato la storia del calcio conosce bene l'influenza di Arpinati in quegli anni. C'è anche il Torino, primo in classifica proprio davanti al Bologna, che rivendica lo scudetto del 1927. Ufficialmente risulta non assegnato, come quello di "calciopoli". Cairo si sta mobilitando perché venga riconosciuto al Torino. Preziosi dovrebbe fare altrettanto per quello del '25".

Verrebbe quasi da dire, "giù le mani dalla petizione". Rivendicare scudetti non deve diventare una moda, ma soprattutto la petizione per la Lazio del 1915 non deve essere considerata una specie di gioco, di bizzarra rivendicazione fatta a casaccio per rimpolpare un palmares così, senza motivazioni storiche né sportive. Eh no! Dietro il lavoro dell'avvocato Mignogna, della Consulta e di chi ha sostenuto l'iniziativa fin dall'inizio c'è una ricerca storica capillare e un'attentissima analisi dei fondamenti giuridico-sportivi che potrebbero portare all'assegnazione dello scudetto. E soprattutto c'è la voglia di tributare agli eroi di guerra della Lazio del 1915 (storie riportate ora alla ribalta dallo splendido libro "Dal Tevere al Piave" curato da LazioWiki) il riconoscimento che i loro contemporanei gli negarono, inspiegabilmente, un secolo fa. Non sarà uno scudetto da festeggiare al Circo Massimo, come qualche stolido personaggio ha ipotizzato, forse per sminuire con umorismo da due soldi un'iniziativa che nessun altro ha avuto il coraggio di intraprendere. Ma un titolo da ricevere con un fermo applauso per quello che sarà un tributo alla storia, prima ancora che alle imprese di campo.

Fabio Belli

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Redazione Laziochannel

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