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COPPA ITALIA – La Juve annienta l’Inter e ipoteca la finale

E sono 14 le vittorie consecutive della Juventus. Che non si ferma più in campionato e sfreccia anche in Coppa Italia. Nell'andata delle semifinali si è mangiata in un solo boccone l'Inter in piena crisi di identità, tanto cambiata da Mancini rispetto allo sciagurato 1-1 con il Carpi, ma altrettanto molle e inconcludente, e poi rimasta in 10 per l'espulsione di Murillo. I bianconeri sono già praticamente in finale: che l'Inter ribalti tra poco più di un mese la batosta di questa sera è quasi fantacalcio. Allegri, dopo avere risistemato tante cose, ha ritrovato questa sera l'unico che era 'disperso', quel Morata a digiuno di gol da tanto tempo e spesso intristito in panchina. Lo spagnolo ha reagito con una doppietta, dopo un inizio di partita nervoso, tra calci presi e dati e poco altro.

LA RINASCITA DI MORATA - Il penalty segnato ad un pararigori della fama di Handanovic lo ha sbloccato mentalmente, Morata si è ripetuto spedendo al volo un rinvio infelice di Pogba ed ha avuto altre due nitide palle-gol, di piede e di testa. Ma può accontentarsi, felice anche della grande festa che gli hanno fatto i compagni, più ancora che i tifosi. Morata aveva segnato un solo gol in campionato, al Bologna, due in Champions, pesanti, a Manchester e con il Siviglia, ma ormai lontani nel tempo. Allegri ha scelto l'occasione giusta per il riscatto di Morata, alla disperata ricerca del gol perduto, in coppia con Mandzukic lasciando in panchina Dybala; il forfait dell'ultima ora è stato quello Sturaro, influenzato, e a centrocampo c'è stato posto per Asamoah, con Pogba spostato interno a destra, al fianco di Cuadrado. L'Inter era quasi completamente diversa rispetto a quella che ha pareggiato con il Carpi: solo 4 (Handanovic, Murillo, Melo e Ljajic) i confermati della formazione iniziale di domenica. Felipe Melo, ex bersagliato dai fischi, ha provato a scuotere l'Inter ed è stato il primo tiro, ma Neto ha bloccato con facilità. Sarebbe stato l'unico tiro in porta dei nerazzurri in 90'.

LE AZIONI SALIENTI - Un rasoterra di Cuadrado, in gran forma, ha scaldato la Juve, che al 10' aveva protestato per un mani di Medel in area, una girata di testa di Jovetic lontanissima dalla porta ha chiuso i tentativi dell'Inter. E la Juve è passata con il rigore di Morata per il contatto tra Murillo e Cuadrado, tra le proteste dei nerazzurri. Il raddoppio di Morata (18'st) ha depresso ancora di più l'Inter rimasta con un uomo in meno al 25': scatto e progressione di Cuadrado ed Inter nel pallone: D'Ambrosio e Nagatomo si sono arresi, non Murillo, ma con un fallo al limite: seconda ammonizione e partita finita. Il tecnico nerazzurro, sfottuto dalla curva sud bianconera che ha esibito il cartello "Mancini, l'8 marzo cosa fai?", ha provato ad evitare il tracollo mettendo forse un altro difensore, Juan Jesus, ma Dybala ha affondato ancora il coltello nella piaga: 3-0 e per l'Inter la Coppa Italia sfuma.

Fonte: Ansa

 

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Redazione Laziochannel

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