La ‘rivoluzione copernicana’ di ADL: “Altro che Lotito, il Carpi e il Frosinone…”

Ultime News

Le origini della Lazio: dalla fondazione alle prime sfide della Capitale

Scopri come la S.S. Lazio nacque nel 1900, affrontando le prime sfide e costruendo il legame indissolubile con la città di Roma.

La Lazio appartiene a chi la difende

Nell'aria si respira una tensione palpabile. La partita Lazio-Sassuolo...

Isaksen scuote la Lazio: “Stagione dura, ma non molliamo!”

Roma ribolle di passione e rabbia. Gli spalti si...

Noslin scuote la Lazio: “Grazie Sarri, ma tifosi in bilico!”

È una Lazio che emoziona, lo sappiamo bene. La...
PUBBLICITA

Intervistato dal quotidiano La Stampa, Aurelio De Laurentiis ha parlato della sfida scudetto di domani sera allo Stadium tra il suo Napoli e la Juventus di Max Allegri, ma non solo. Il patron azzurro si è soffermato anche sul momento attuale del nostro calcio, sottolineando ciò che a suo parere proprio non funziona: “Sarebbe ora di cambiare le leggi che governano il calcio per adeguarci ai principali tornei europei– ha detto – Non c’è un progetto, una vision, ogni anno si fa partire il Barnum senza guardare al futuro. Il problema non è non far partecipare il Carpi o il Frosinone alla serie A, come dice Lotito, ma avviare una vera e propria rivoluzione copernicana. Dove ora ci sono Barcellona, Real è Bayern una volta c’erano Milan, Inter e Juventus. Vede come ci siamo ridotti? Dobbiamo batterci per recuperare il tempo perduto. Con chi farei la rivoluzione? Andrea Agnelli: è preparato e ha tutto l’interesse a migliorare le sorti del calcio. Anche con i Della Valle c’è molta sintonia e Urbano Cairo sa fare impresa. I proprietari di Inter e Roma invece sono all’estero: oggi magari parli con un loro manager, bravissimo ma che domani può non esserci più. La Federazione? Non ha imparato nulla dal caso Parma, continua a non saper tutelare i bravi. In Lega anche oggi litigheremo sul tema dei diritti tv e intanto aspettiamo di sapere come andrà a finire il caso Antitrust, che vede coinvolte Mediaset, Infront e Sky. Io dico: stabiliamo un business plan e poi scegliamo gli uomini. Tre cose da fare? Cambiare la legge Melandri sui diritti tv. Poi scriverne una nuova sugli stadi, tre paginette senza tutti i vincoli attuali. Infine, adottare una nuova tipologia di campionato internazionale a venti squadre, insieme a quello nazionale, autogestito e commercializzato in proprio, attraverso una propria piattaforma. Mettendo insieme le due cose, potremmo arrivare ad un fatturato vicino ai 10 miliardi. Chi metterei a capo del calcio? Non le do un nome ma l’identikit: italiano, laureato negli Usa, così non fa brutte figure con la lingua quando deve parlare ad una platea internazionale, e che conosca a menadito il modo di fare impresa. Koulibaly? Gli ho spiegato perché lo hanno insultato a Roma dandogli un bacio a fine partita, come facevo la scorsa stagione quando veniva criticato“.