SERIE A

Classifica Serie A

Giornata 11
#SquadraPGDRPt
1Lazio11+1629
2Roma11+2127
3Inter10+1325
4Milan11+1124
5Como 190710+1023
6Frosinone11+920
7Juventus10+317
8Bologna11+217
9Cagliari11-516
10Napoli11+415
Aggiornata automaticamente · Football-Data

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Pioli ha fatto un sogno, si trovava proprio in mezzo al mare. Lo ha fatto dopo Lazio-Verona, in un Olimpico che sembrava una distesa d’oceano, seggiolini azzurri a perdita d’occhio e nessuno che sembrava davvero interessato a una partita che di importanza invece ne aveva, eccome. Perché la Lazio è la Lazio e non può finire la stagione a febbraio, ma soprattutto perché non si può staccare la spina in campionato e pretendere di presentarsi reattivi all’unico appuntamento che può ancora nobilitare una stagione che è stata più Pinocchio che Libro Cuore.

Quest’ultimo era il copione dell’anno scorso: grande sentimenti, grandi speranze e cuori oltre gli ostacoli, fino all’epilogo di Napoli. Poi si è arrivati alle promesse mancate da parte di tutti, si è parlato di inizio di una nuova era, e poi ci si è ritrovati inchiodati alle poltroncine a guardare sempre lo stesso film. Repliche indigeste anche dentro lo spogliatoio, le promesse di Mangiafuoco per una fascia da capitano contesa forse anche troppo rispetto al suo reale peso stagionale. “Ma non avrete mica litigato?” “No!” E intanto il naso si allungava…

Dentro la balena al momento ci sono finiti i tifosi e questo è un fatto. Il mio fratello laziale è figlio unico, dimagrito, declassato, sottomesso, disgregato. Io ti amo, Pinocc… ehm, Mario. Sono le bugie degli altri ad averti fatto male, forse tu ci hai messo del tuo perché sei uno strano animale, che se si sente tradito non riesce ad aspettare il cadavere del nemico in riva al fiume, ma si butta a testa bassa, con tutta l’energia che ha, per trovare una soluzione ora, subito, adesso.

Pioli però ha fatto un sogno, metà Geppetto e metà capitano Achab come siamo tutti, sospesi tra la bestia e il superuomo, come diceva Nietzsche. Per dire, siamo capaci di grandi eroismi e delle peggiori miserie, tutte racchiuse nello stesso individuo. E partire con l’idea di sentirsi eroi è bello e nobile, ma poi bisogna fare i conti con la realtà: citando lo stesso autore, fa sentire epici starsene a dondolare sul ciglio del burrone a guardare l’abisso, il problema è quando l’abisso guarda te. E se fossi proprio tu, mister, a liberare il mio fratello laziale dentro la balena? Istanbul è una terra straniera e la Fata Turchina non era turca: per cui, comunque vada, guardiamoci in faccia e niente bugie, o l’abisso ci risucchierà.

Fabio Belli

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