TEMPI BELLI – Ultimo stadio
La domanda sorge spontanea, direbbe qualcuno: ma perché tutti si preoccupano di costruire stadi nuovi se poi non ci vanno?
La domanda sorge spontanea, direbbe qualcuno: ma perché tutti si preoccupano di costruire stadi nuovi se poi non ci vanno?
Una bella vittoria ad Empoli era quello che ci voleva in un momento in cui bisognava recuperare fiducia, dopo la strage di palle gol fatta contro Chievo e Milan.
Sono partite come queste che rendono ingrato il compito del commento.
Mi sono rotto il cazzo degli esperimenti Dell'andiamo allo stadio ma senza impegno Facciamo il tifo ma non crediamoci che poi ho paura Anzi crediamoci quanto ci pare Ma crediamoci in compagnia che se poi le cose vanno male almeno non c'è nessuno che ce lo rinfaccia Mi sono rotto il cazzo dei codardi Con l'amore degli altri Mi sono rotto il cazzo perché poi non si dorme più Si sta svegli finché non muore la speranza Maledetta stronza Che non muore mai mentre io vorrei dormire Mi sono rotto il cazzo di questo stadio Dei biglietti a quaranta euro, Del clima di terrore all'ingresso Dei parcheggi a quattro chilometri dal seggiolino Dei Borghetti che non sanno più di Borghetti Del freddo, della pioggia a taglio, degli steward E di non veder nulla da una curva all'altra Mi sono rotto il cazzo di quelli Che vanno a vedere il video di una lite Che poi se vai a vedere bene non è una lite, Che poi è uno che alza la voce quando per un anno intero hai rotto i coglioni che non alza mai la voce Che poi avresti vinto in trasferta segnando sei gol E allora fattela una domanda se neanche stavolta sei contento Mi sono rotto il cazzo delle signorine Che passeggiano per il campo appena hanno fatto due gol Che poi a subirne altri due non ci vuole niente Che se sei una squadra femmina come fai a giocare una partita maschia ma poi però fai sei gol e allora ti dimentichi tutto fino alla prossima boiata.
Ogni tanto, Boris insegna, bisogna "smarmellare".
Non siamo noi che ci scansiamo, so' loro che ce cojeno: è un po' come dire, se la fortuna è cieca, la sfiga di vede benissimo.
E così ci siamo arrivati: quaranta punti, la Lazio è salva!
Buon compleanno laziali!
Mica è sempre Natale, si diceva una volta, come a voler indicare che non può essere sempre festa.
Signora mia, certe volte non basta avere cuore: basta una parola di troppo e finisci su tutti i giornali.
A Roma c'è un modo di dire, "t'ha detto pedalino", per dire "t'ha detto male, ti è andata male, sei stato sfortunato".
Alla fine ne scopriamo uno a settimana.
E alla fine sarà un boato ad annunciare le notizie più importanti, belle o brutte che siano.
Scena: interno giorno.
Ci sono partite che contano più di quanto non dica la classifica.
La reazione di Eusebio Di Francesco è tutta un programma.
Il terremoto fa tremare terra e certezze, difficile pensare davvero al calcio quando sistematicamente da due mesi c'è un pezzo di Italia che perde tutto e non trova pace.
Quelli che dicono che la sfortuna non esiste ci sono.
Di 16 ottobre, un altro gol celebre all'ultimo minuto per la Lazio c'era già stato di recente: ben più importante, quello di Miro Klose nel derby del 2011.
Immobile, fortissimamente Immobile: anzi, siccome Immobile si potrebbe dire, se non ci fosse un "ei fu" alle spalle che probabilmente calza male col super momento del bomber laziale.