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TEMPI BELLI – Wild, young & free

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Il terremoto fa tremare terra e certezze, difficile pensare davvero al calcio quando sistematicamente da due mesi c’è un pezzo di Italia che perde tutto e non trova pace. Una giornata di campionato si è comunque disputata e in casi come questi l’unico rifugio è quello di pensare al futuro, nel calcio come nella vita.

Mai come quest’anno, la Lazio sta dando spazio a un gruppo di ragazzi che sembra già pronto per i grandi palcoscenici. La portata di quanto sta accadendo forse non viene ancora del tutto compresa. Anche perché delle anomalie ci sono: basti pensare a Lombardi, che arrancava in Lega Pro con la maglia dell’Ancona, e a Thomas Strakosha che non era riuscito ad imporsi come titolare a Salerno in Serie B, scalzato da Terracciano. Il primo ha stupito tutti timbrando subito il cartellino con il gol a Bergamo, il secondo si è dimostrato un vice-Marchetti affidabile come il connazionale Berisha non era mai stato negli anni precedenti.

A Torino lo splendido gol di Murgia e l’esordio di Prce hanno solo aggiunto dei tasselli ad una squadra che, oltre a Keita, presenta altri tasselli giovanissimi. Col vantaggio di non fare le Coppe, le pecche di inesperienza possono essere coperte dall’entusiasmo. Si è visto contro il Cagliari, le occasioni da gol non sono mancate ai sardi, ma alla fine lo straripante entusiasmo della Lazio ha fatto, eccome, la differenza.

Dopo una stagione sin troppo grigia, era forse l’entusiasmo a mancare in casa biancazzurra: quel pizzico d’incoscienza capace di esaltare i tifosi. La difesa è il simbolo di questa trasformazione: disastrosa e di età avanzata con Mauricio, Gentiletti e Bisevac, giovane ed efficace come non mai con Wallace, Bastos, De Vrij e Hoedt. Young, wild & free: si può vivere alla giornata ma con un occhio sempre teso al futuro, il modo migliore per reagire ad ogni avversità.

Fabio Belli


Primo Piano

Chi è Romano Floriani Mussolini, il giovane dal cognome difficile convocato per Verona Lazio

Romano Floriani Mussolini, chi è il giovane convocato per Verona Lazio

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Romano Floriani Mussolini, chi è il giovane convocato per Verona Lazio

Romano Floriani Mussolini, il giovane talento della Lazio dal cognome difficile. Nasce a Roma il 27 Gennaio 2003 e passa dalle giovanili della Roma a quelle della Lazio, nel mezzo una esperienza in prestito alla Vigor Perconti. Floriani è un giocatore molto duttile e nella primavera del club ha ricoperto 3 ruoli : terzino destro, difensore centrale e centrocampista destro. Alto 1 metro e 88 cm è legato alla Lazio fino al 2024. Porta dietro le spalle un cognome difficile, ma che non lo lega alla storia passata. Figlio dell’ex parlamentare europea Alessandra Mussolini e Mauro Floriani è pronto al debutto con i grandi.

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MALAGO’ CONTRO BERNABE’

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Mourinho non sa perdere, Lazio club piccolo ? Ed il Bodo Glimt

Mourinho non sa perdere, 6 gol in Norvegia, ma il club piccolo rimane la Lazio

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Mourinho non sa perdere, 6 gol in Norvegia, ma il club piccolo rimane la Lazio

Mourinho non sa perdere o almeno è quello che vuole farci credere. Dopo i 3 gol nel derby conditi da dichiarazioni di poco gusto : “Lazio club piccolo, abbiamo perso contro una squadra piccola“. La sua Roma ci ricasca e affonda in un risultato tennistico contro il temibilissimo Bodo Glimt, squadra vincitrice del campionato norvegese. Con tutto il rispetto per i ragazzi di Bodo, quella della Roma è l’ennesima figuraccia a livello europeo che iscrive anche l’allenatore portoghese al club. Il nostro augurio a Mourinho è quello di preparare meglio le prossime partite che i vari Roland Garros, Australian Open, Wimbledon si avvicinano e pensare meno alla squadra che lui considera “piccola.

Josè Mourinho

LA LAZIO CAMBIA FALCONIERE

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Lazio Inter, Sarri l’ha vinta con i cambi

Lazio Inter, la chiave del match : La gestione dei cambi di Sarri

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Lazio Inter, la chiave del match : La gestione dei cambi di Sarri

Lazio Inter, parla forte e chiaro, 3-1 e altri 3 punti per la truppa di Sarri. La chiave della partita è sotto gli occhi di tutti : La gestione dei cambi di Sarri. Il tecnico toscano stupisce tutti schierando dal primo minuto Basic al posto di Luis Alberto. Il croato da densità in mezzo al campo e sfrutta la sua altezza (assieme a Milinkovic) per proteggere la porta di Reina dai calci piazzati e cross (nota dolente fino ad ora del campionato biancoceleste). Nel secondo tempo Sarri studia le difficoltà dell’Inter e punta sulla velocità di Lazzari e Zaccagni che spaccano letteralmente in 2 la partita. Non da meno la mossa Luis Alberto che entrato in un momento delicato del match, motivato dalla panchina, usa la sua maestria e chiude il match con un assist al bacio per l’incornata vincente del Sergente serbo.

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LE PAROLE DI SARRI A FINE PARTITA

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